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Vaccinazione, maxi ambulatorio alle Fiere I distretti ora sperano nel decentramento

Enrico Lorenzo Tidona
Vaccinazione, maxi ambulatorio alle Fiere I distretti ora sperano nel decentramento

Attesa per le prime 5mila dosi in arrivo dal 2 gennaio. Accordo quasi concluso per creare il centro unico a Mancasale

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REGGIO EMILIA. In un tempo segnato dall’assenza di eventi, le Fiere di Reggio Emilia diventeranno il più grande “ambulatorio” della provincia. Lì, infatti, si dovrebbero vaccinare buona parte dei 530mila cittadini reggiani, secondo quanto previsto finora. L’Ausl in queste ore sta mettendo a punto il contratto con Giorgio Bosi, l’imprenditore di Correggio titolare della Pibiplast, che giusto un anno fa ha comprato il compendio fieristico di Mancasale. Certo all’epoca avrebbe sperato un rilancio diverso del quartiere, che potrebbe prestare ora il capannone situato all’entrata per creare il centro unico di vaccinazione.

La pratica non è ancora perfezionata ma nel frattempo giungono mugugni da parte del resto della provincia. I diversi distretti presenti, infatti, non disdegnerebbero l’attivazione di altri centri di vaccinazione decentrati. Prova ne è l’arrivo due giorni fa all’ex ospedale Spallanzani di medici e infermieri che sono dovuti scendere ad esempio dalla montagna per arrivare fino in città per il vaccino. Moltiplicato per migliaia di semplici cittadini, il percorso potrebbe creare qualche disagio.

Per ora però non sembrano esserci aperture in tal senso, visto che a decidere dovrebbe essere il ministero della Salute o più probabilmente il commissario Domenico Arcuri. Tra le problematiche connesse al decentramento ci sarebbero la conservazione a una giusta temperatura dei vaccini così come la sicurezza degli stessi per evitare principalmente furti o manomissioni.

L’unica certezza è che dopo i 100 vaccinati reggiani di due giorni fa, dal 2 gennaio ogni giorno è buono per vedersi consegnare la seconda tranche più sostanziosa di 5mila dosi, che andranno a copertura sempre del personale medico e infermieristico, ai quali si aggiungeranno via via i dipendenti delle case di riposo e i loro ospiti. Per questi ultimi verrà quindi attivata subito la somministrazione dentro le Cra, con uno forzo notevole dal punto di vista organizzativo da parte anche dell’Ausl, che dovrà ripetere per una seconda volta il vaccino Pfizer-BioNtech dopo tre settimane.

La prova generale di domenica è andata bene, pur trattandosi di una somministrazione simbolica che in Emilia-Romagna ha riguardato 975 persone nelle aziende sanitarie della Regione Emilia, di cui 100 operatori dell’Ausl di Reggio Emilia, di cui 57 che andranno a fare a loro volta i vaccinatori ai circa 20mila tra colleghi del settore sanitario privato e pubblico e al mondo legato alle Cra. Il primo a ricevere la dose vaccinale domenica è stato il dottor Alessandro Zerbini, 46 anni, biologo, responsabile della Struttura di Autoimmunità, Allergologia e Biotecnologie Innovative, struttura nella quale è avvenuta la processazione dei 221.000 tamponi molecolari eseguiti dall’inizio della pandemia, 118.000 dei quali nella seconda ondata. A somministrare il vaccino è stata la dottoressa Emanuela Bedeschi, direttore del Servizio di Igiene Pubblica mentre. Durante la campagna vaccinale sarà infatti anche il suo team che somministrerà i vaccini ai tanti destinatari in attesa della svolta giunta a pochi mesi dalla pandemia. —

Enrico Lorenzo Tidona

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