Gazzetta di Reggio

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PAURA A SAN MAURIZIO 

Al volante ubriaco, sperona i carabinieri

Ambra Prati
Al volante ubriaco, sperona i carabinieri

Un 49enne semina il panico in via Curie al volante di una Fiat Panda ma i militari riescono a bloccarlo e catturarlo

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REGGIO EMILIA. «Il nostro vicino, palesemente ubriaco, ha iniziato di buon mattino a fare il matto. Giri in tondo intorno al cortile con sgommate, improvvise accelerazioni e testacoda con il freno a mano tirato e la musica a tutto volume. Ogni tanto tornava sul retro, scendeva dall’abitacolo e ballava, per poi risalire e ricominciare il giro frenetico».

Dall’autofficina Nuova Ferrari Snc di via Curie, a San Maurizio, dipendenti e soci (sette persone in tutto) sono stati testimoni di un inusuale “show”, che ha fatto passare un brutto quarto d’ora a tutti coloro si trovavano nei paraggi: dipendenti, clienti, passanti e persone ferme ad aspettare il bus alla fermata di fronte, sfiorati dall’auto trasformata in una scheggia impazzita. Al termine di un inseguimento altrettanto pericoloso, conclusosi con lo speronamento della gazzella, i carabinieri della stazione di Santa Croce hanno fermato l’ubriaco, un 49enne reggiano finito in manette con l’accusa di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale.

«Conosciamo quel signore, abita in affitto nella dépendance del nostro stabile. Una brava persona, che però ha problemi di alcolismo. Non è la prima volta che dà spettacolo», spiegano dall’autofficina. La guida da rally è iniziata di buon mattino, verso le 9; poi il conducente è sparito e pareva finita lì. Ma alle 15.30 l’uomo si è rimesso al volante della sua Fiat Panda. «Guidava ad alta velocità non solo nel cortile dell’autofficina, dove ha effettuato diversi giri tra i clienti che vanno e vengono, ma anche uscendo in strada; qui di fronte c’è la fermata del bus. Nel vedere i testacoda ci siamo preoccupati, poteva investire qualcuno, per puro caso non ci sono stati feriti. Gli è stato gridato più volte di smetterla, ma non ascoltava. Diciamo che se voleva movimentare la nostra giornata c’è riuscito».

Quando una pattuglia dei carabinieri è arrivata sul posto (in seguito è intervenuta anche la polizia municipale), i militari hanno visto l’auto sfrecciare verso il retro del capannone ed è iniziato l’inseguimento, sino a quando il conducente della Panda è stato costretto a fermarsi contro un muro di recinzione. Vistosi preclusa la fuga, l’automobilista ha ingranato la retromarcia speronando l’auto di servizio, una Fiat Grande Punto. Non pago, il conducente è sceso e ha rivolto minacce e frasi oltraggiose ai militari, che lo hanno bloccato dopo una breve colluttazione. Anche così, trattenuto da dietro, l’uomo in evidente stato d’ebbrezza ha continuato a minacciare di morte i militari, che a bordo della vettura danneggiata nella parte anteriore lo hanno portato in caserma. Trattandosi di un incensurato il pm Giulia Stignani non ha ravvisato la necessità di esigenze cautelari, perciò dopo le formalità di rito il 49enne è stato rimesso in libertà. —

Ambra Prati

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