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Il bilancio tracciato dalla cia 

Il 2020 in agricoltura prodotti che ridono e altri che piangono

Luigi Vinceti
Il 2020 in agricoltura prodotti che ridono e altri che piangono

Il presidente Cervi lancia l’allarme per il settore dei suini Annata eccellente per il vino, in ripresa la cerealicoltura

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REGGIO EMILIA. L’agricoltura reggiana è un settore solido e ha saputo resistere ai colpi inferti dal Covid, ma ora ha bisogno del sostegno di tutti, istituzioni e cittadini, che debbono far crescere la preferenza dei consumatori verso gli acquisti di prodotti locali e italiani in genere.

È il messaggio che lancia Antenore Cervi, presidente della Cia provinciale, mentre traccia un bilancio del settore alla fine di un anno difficile per tutti come il 2020. Il comparto ha avuto un andamento variegato, vere montagne russe che differenziano un settore dall’altro. Positivo, per esempio, il rendiconto della vendemmia, in saliscendi invece il Parmigiano Reggiano, decisamente male la suinicoltura con tante aziende messe in ginocchio, bene il vino e l’ortofrutta, in ripresa il cerealicolo. Fortunatamente c’è stata una reazione che ha dato impulso a nuovi rapporti fra produttori e consumatori. Ha spinto ad esempio a potenziare il collegamento senza filtri fra mercatini e vendite online e in diretta, e ciò, oltre a dare ossigeno e salvare tante imprese, sarà di sicuro aiuto in una prospettiva di medio-lungo termine.

L’analisi dei comparti produttivi comincia dal Parmigiano Reggiano le cui quotazioni – spiega Cervi – hanno subito forti scossoni. Sussulti iniziati lo scorso autunno, ancor prima del Covid, con un calo addirittura del 30% delle quotazioni cui il re dei formaggi ha resistito garantendo sicurezza e qualità. Al punto che le vendite sono cresciute del 6% in Italia e sono andate bene anche oltre confine. Danno limitato per le chiusure di bar e ristoranti, ed è salita del 5% la produzione, ora alla soglia dei 3 milioni e 930mila forme mentre il prezzo è tornato sopra i 10 euro al chilo. Questi sbalzi repentini rischiano purtroppo di favorire le speculazioni a danno degli agricoltori.

Poi è la volta del settore suinicolo per il quale il 2020 è stato un anno terribile. Dopo un fine 2019 che sembrava promettente – osserva il presidente della Confederazione degli agricoltori – le quotazioni delle carni sono crollate toccando addirittura un 20% in meno nell’ultimo mese e mezzo, ben sotto i costi di produzione. Pesanti le diminuzioni dei consumi di prosciutti dop e delle vendite da banco; questo anche per colpa della pandemia. Il guaio è che le 300 aziende suinicole reggiane sono in gravi difficoltà, alcune in ginocchio.

Più tranquillizzante il quadro del vitivinicolo. La vendemmia è andata infatti bene e la qualità è una delle più alte dell’ultimo decennio; così che la produzione è salita dell’1,5% e sono rosee le prospettive commerciali. Nella grande distribuzione il Lambrusco – biglietto da visita della provincia – è in testa alle vendite in Italia. Con le uve del 2019, bilancio sopra media per le cantine. Penalizzati invece alcuni vini destinati al canale “horeca” che hanno pagato duramente chiusure e limitazioni.

Arrivando al settore cerealicolo, Cervi osserva con preoccupazione il contenimento delle aree dedicate a questa produzione, in particolare il mais. Va meglio per il frumento tenero. Nei primi mesi di diffusione del Covid si sono registrate alcune pesanti speculazioni, ma ora i prezzi sembrano essere tornati in ripresa. «Per avere una prospettiva sostenibile – insiste Cervi – siamo convinti si debbano tutelare sempre di più il prodotto nazionale e la sua qualità».

La carrellata sul mondo dell’agricoltura si completa con la valutazione dell’andamento del comparto dell’ortofrutta. «Per le imprese agricole che producono ortaggi e frutta – afferma Antenore Cervi – le note sono positive. Hanno infatti puntato in modo evidente sulla vendita diretta, sull’online e sui mercatini per superare i problemi logistici derivanti dall’emergenza Covid e i risultati sono stati molto positivi. I consumatori gradiscono fra l’altro le implicazioni di sostenibilità ambientale e il livello di fidelizzazione è elevato. Siamo certi che questi canali di vendita verranno ulteriormente potenziati quando terminerà la fase di emergenza sanitaria». —

Luigi Vinceti

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