Gazzetta di Reggio

Reggio

il processo 

Picchiata e sequestrata Il compagno 29enne patteggia e resta in cella

T.S.

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reggio emilia. Ha di recente patteggiato – due anni di reclusione la pena definita – e rimane in carcere il 29enne Francesco Ferraro che la notte del 27 novembre in un appartamento, a Regina Pacis, ha tenuto sotto scacco sia la compagna 34enne (riempiendola di botte e puntandole un coltello alla gola) sia due coinquilini, rendendo necessario l’intervento della polizia e dei vigili del fuoco per evitare il peggio. Da qui le accuse di sequestro di persona, minacce aggravate e lesioni aggravate.

L’avvocato difensore Federico Mosti ha prima “concordato” l’entità del patteggiamento con il pm Laura Galli, poi il passaggio in udienza, con l’avallo del giudice Donatella Bove. L’obiettivo difensivo è poi di chiedere l’affidamento ai servizi sociali per il proprio assistito, cercando una comunità che possa accogliere il 34enne per farlo uscire dalla delicata situazione in cui si trova. Ferraro non ha consapevolezza dell’essere preda della droga e ha frequentazioni legate solo a questi “giri” di vendita di stupefacenti. Un mese fa, all’udienza di convalida dell’arresto, i familiari dell’arrestato, al culmine della disperazione, hanno lanciato – davanti al taccuino – un appello ai servizi dell’Ausl e agli inquirenti affinchè intervengano per arginare una situazione ormai da tempo ingestibile.

Perché il 29enne non si rende conto del tunnel in cui si è ficcato («Non sono un tossicodipendente!» aveva detto più volte in aula) e soprattutto l’udienza aveva messo a fuoco che quell’appartamento è il crocevia di persone che si accaparrano la droga (crack, eroina e via di questo passo) frequentando assiduamente il luogo ormai principe dello spaccio reggiano, cioè i capannoni dismessi delle ex Officine Reggiane. «Situazione al limite – aveva detto, all’uscita, l’avvocato Mosti – determinato dall’abuso di droga che crea una forte dipendenza psicologica. Va messo un freno terapeutico al mio assistito, ma spero anche che si arrivi presto a risolvere il problema delle Reggiane, dove l’attività continua di spaccio alimenta vicende di questo tipo. È il mio appello: chiudete le Reggiane!». —

T.S.

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