«Compensazione dei crediti il meccanismo va sbloccato»
Commercialisti e industriali chiedono la reintroduzione della misura di sostegno «Avrebbe un impatto immediato dando ossigeno alle imprese e ai cittadini»
REGGIO EMILIA. Una volta che ne hanno fatta una buona perché cambiarla? È in sostanza ciò che si ricava dalla lettera indirizzata ai politici locali e nazionali che analizza i contenuti del nuovo decreto legge varato dal consiglio dei ministri per regolare la nostra vita in questo delicato periodo e contiene alcune norme di ristoro per le attività economiche colpite da misure restrittive.
Autori della missiva sono gli esponenti dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili oltre che gli industriali reggiani, accomunati nella richiesta di reintrodurre una misura di sostegno, già adottata fino al 2019, capace di offrire un immediato impatto sui rendiconti delle imprese e dei cittadini.
L’invito parte dalle modifiche introdotte dal decreto fiscale collegato alla legge di bilancio per il 2020 il quale precisa che la compensazione di imposte, tasse e contributi, per importi superiori ai 5.000 euro l’anno – tramite l’utilizzo di crediti Iva annuali, di crediti relativi alle imposte sui redditi e relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’Irap – può essere effettuata solo dopo la preventiva presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge.
Le motivazioni che hanno spinto il legislatore alla modifica – osservano i latori della lettera – sono legate a un più efficace controllo delle spettanze di tali crediti e sul regolare visto di conformità, ma dal 25 dicembre 2019, quando la norma venne convertita in legge, tutto è cambiato. Oggi più che mai lo sblocco delle limitazioni darebbe una immediata boccata d’ossigeno ad un largo numero di contribuenti che, a partire dall’inizio del 2021, potrebbero utilizzare i propri crediti erariali, legittimamente maturati, per compensare imposte, tasse e contributi, evitando così di dover affrontare ulteriori esborsi finanziari. «E’ stata una misura di buon senso – osserva Lorenzo Galaverni in rappresentanza del consiglio dei commercialisti – a basso costo per lo Stato e utilissima per imprese e contribuenti. Capisco l’intenzione di evitare truffi e raggiri, ma non si può pensare che, mentre si fissa una norma adatta per una fase di emergenza quindi di durata limitata e non di sistema, si cancelli un metodo che può sbloccare i crediti e liberare dall’ansia dando nuovo ossigeno a tante imprese».
La conferma del già collaudato meccanismo di compensazione – completa la lettera – serve inoltre a rafforzare il rapporto fiduciario paritetico fra contribuente e amministrazione finanziaria ed evita di dover attendere dei mesi prima di poter utilizzare il credito maturato in forma di compensazione. L’appello per il reinserimento delle misure a suo tempo in vigore è forte e accorato viste le inspiegabili e continue bocciature del loro inserimento dei decreti dei mesi scorsi.
Tutto si conclude con una raccomandazione: «È dovere del governo, in questo tempo di grandi sacrifici, tutelare salute e sicurezza dei propri cittadini, ma anche di mettere in campo idee e risorse per sostenere economicamente il Paese». —
L.V.
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