È corsa al vaccino. «Nel primo giorno sono già 2.120 quelli prenotati»
Oggi si parte con 300 vaccinazioni: alle Fiere saranno 1.200 Marchesi (Ausl): i cittadini invece dovranno avere pazienza
Nicole Nasi
REGGIO EMILIA. Dopo tante brutte notizie finalmente quella che tutti da mesi stanno aspettando: da oggi inizierà la vera e propria compagna vaccinale. Come ribadito più volte le dosi di questa prima fase saranno destinate solamente agli operatori sanitari, a coloro che operano nel campo socio-sanitario, volontari compresi, e a chi lavora e risiede nelle Cra. «Secondo i nostri piani e le disposizioni del Governo, da marzo si potrà procedere con la somministrazione anche alle altre fasce della popolazione — ha ribadito Cristina Marchesi, direttore generale Ausl Reggio Emilia — A tempo debito tutti verranno informati preventivamente, al momento non sono aperte agende per appuntamenti che non riguardino il comparto medico-sanitario. Che l’informazione funzioni ce lo dicono i primi dati relativi alle adesioni, in sole 36 ore dall’apertura delle registrazioni ci sono stati 2.120 iscritti, un esempio per tutti. L’organizzazione infatti è fondamentale se si vuole garantire al mezzo milione di persone presenti sul nostro territorio il vaccino. Speriamo siano in pochi a dire di “no” per il bene di ognuno di noi». Gli appuntamenti e le modalità sono ancora da definire per la fase due, bisogna tenere conto dei fattori relativi alle consegne delle dosi e del materiale, che non di pendono dall’azienda ospedaliera reggiana ma dalla Regione e ancor più dallo Stato. «Non possiamo permetterci ora di pendere accordi con le persone, il rischio è quello di presentarsi il giorno dell’appuntamento e non poter effettuare la procedura a causa della mancanza del vaccino — ha specificato Nicoletta Natalini, direttore sanitario Ausl Reggio Emilia — Ciò oltre a dare una brutta immagine creerebbe un’ulteriore lavoro inutile e molto faticoso. Stiamo riflettendo su come informare la popolazione quando sarà ora, se attraverso lettere come le attività normali di screening oppure con l’aiuto dei medici di medicina generale. Nulla sarà lasciato al caso. Ci stiamo attrezzando per fare il prima possibile, ma le varianti sono ancora molte». Tornando all’inizio di questa massiccia operazione, il direttore sanitario ha spiegato che i vaccini sono arrivati solamente martedì a causa del maltempo, che ha condizionato i trasporti in tutta Italia, e che il quadro ora sembra essere più chiaro: «Stiamo facendo di tutto per essere organizzati e pronti ad ogni evenienza, come dimostrato anche il 27 quando ad arrivare furono solamente le fiale e non siringhe e soluzioni per diluizione e abbiamo dovuto attingere dalle nostre scorte. Ci è stato assicurato che per tutto il mese di gennaio arriveranno a Reggio Emilia cinque scatole alla settimana e che ora per ogni flacone sarà possibile ricavarne sei dosi, avendo a disposizione in questo modo 1.170 dosi. Facendo qualche breve calcolo si ammonta a 5.850 a settimana». L’Ausl ha inoltre pensato ai vaccini di richiamo, come previsto dal protocollo sanitario: «Chi si è sottoposto alla primissima vaccinazione di domenica, massimo entro il 19 gennaio dovrà effettuare una seconda iniezione. Questo ci ha fatto ripensare alla distribuzione e perciò, in previsione di altri imprevisti, verranno messe da parte le dosi per garantire la copertura di almeno una settimana. Si evince facilmente che non sarà semplice e quindi lavorare in sinergia sarà fondamentale». Oggi la seduta vaccinale all’ex ospedale Spallanzani di Reggio durerà sei ore e vedrà coinvolte 300 persone, mentre dalla prossima settimana i turni saranno due, uno al mattino ed uno al pomeriggio, per un totale di 660 somministrazioni. Il trasferimento alle Fiere è previsto indicativamente entro il prossimo 11 gennaio e verranno utilizzare tre aree così da avere 13 box e sottoporre quotidianamente a vaccinazione dalle 800 alle 1.200 persone. Per ogni zona serviranno 15 operatori, tra cui 2 sanitari per ottenere l’idoneità e il consenso, oltre a personale amministrativo che si occuperà delle questioni burocratiche e addetti al check point per indirizzare i pazienti. Tutto ciò comporta l’acquisizione di ulteriore personale, vista anche l’esigenza di potenziare il call center per rispondere ad esigenze differenti e più specifiche. «Ringraziamo i medici in pensione per aver dato la loro disponibilità a ricoprire questi ruoli — hanno concluso i due direttori — Ci stiamo attrezzando per snellire i procedimenti anche nelle Cra con il sostegno di chi vi lavora. Gli operatori, infatti, poteranno facilmente capire, conoscendo tutte le patologie del paziente, se si potrà procedere con la somministrazione. Al momento non è possibile, invece, cambiare il modulo di consenso di 10 pagine per gli ospiti ma ci stiamo attivando anche per quello». —
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