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L’emergenza 

Il questore favorevole allo sgombero delle Reggiane

Am.P.
Il questore favorevole allo sgombero delle Reggiane

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REGGIO EMILIA. «Le ex Reggiane? È chiaro che il problema si risolverà quando non ci sarà già nessuno a dormire tra i capannoni abbandonati. Credo che ci sia l’interesse da parte di tutta la collettività ad andare oltre il monitoraggio, perciò apprezzo che il Comune e altri istituzioni abbiano espresso una volontà forte ad operare con questa finalità». Così il questore dottor Giuseppe Ferrari, che finora aveva glissato sul nodo dell’area più critica della città, ha commentato il dibattito sollevato qualche settimana fa dal vescovo Massimo Camisasca, che aveva lanciato un aut aut sollecitando lo sgombero dell’ex area industriale occupata dai diseredati e aveva raccolto il consenso del sindaco di Reggio Luca Vecchi.

A differenza del suo predecessore, il questore Ferrari non ha espresso contrarietà rispetto all’ipotesi sgombero. «Valuto con favore qualsiasi iniziativa corale per risolvere il problema, se ci saranno altri attori che vogliono agire all’interno dei capannoni ben venga. Il mio impegno, da marzo in poi, è stato quello di fare in modo che quell’area non diventasse una zona franca e restasse un luogo dove la polizia di Stato può entrare liberamente, tenendo sotto controllo le presenze».

Da qui i numerosi servizi alle ex Reggiane: 25 controlli effettuati, 206 agenti impiegati, 452 persone identificate che hanno portato a tre arresti, nove denunce, 18 espulsioni e un chilo e mezzo di droga sequestrata.

«I numeri dimostrano che la nostra parte l’abbiamo fatta. Posso dire che un’area disagiata, con migliaia di metri quadrati in stato di abbandono e persone che vivono in quelle condizioni, non può che creare problemi dal punto di vista della sicurezza. Ma non spetta a me decidere su questa delicatissima partita». —

Am.P.

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