«Montagna a rischio crac Bonaccini incalzi il governo per la riapertura allo sci»
La presa di posizione della deputata della Lega Benedetta Fiorini e dei consiglieri regionali Delmonte e Catellani
Ventasso. Sul tema della riapertura delle stazioni sciistiche si sta aprendo una partita politica a livello nazionale. Interviene la deputata emiliana della Lega, Benedetta Fiorini: «La montagna con il suo indotto merita attenzione e impegno da parte di tutti. Da tempo invochiamo ristori veloci per gli operatori e soprattutto tempi certi per la riapertura degli impianti sciistici. Ricordiamo che la posta in gioco è alta, ne va della sopravvivenza di un comparto economico che, in particolare nel territorio emiliano, è fondamentale e strategico».
Prosegue la Fiorini: «Il settore vive di stagionalità e di programmazione, ma questo governo sembra ignorarlo completamente. L’esecutivo, con la sua inazione, continua ad alimentare una situazione di completa incertezza che rischia di far morire un intero settore economico. Il presidente della Regione Bonaccini incalzi a dovere il “suo” governo, altrimenti anche lui sarà da ritenersi corresponsabile del fallimento di decine di imprese e della perdita di migliaia di posti di lavoro».
Sullo stesso tema, intervengono anche Gabriele Delmonte e Maura Catellani, consiglieri regionali reggiani del Carroccio che chiedono «più certezze sulla riapertura degli impianti sciistici in montagna e la previsione di un’adeguata politica di ristori per tutte le attività che vi ruotano attorno». Chiedono anche chiarimenti sul perché la Regione Emilia Romagna non abbia aderito all’iniziativa delle altre amministrazioni regionali interessate alla questione: Lombardia, Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Province autonome di Trento e Bolzano, che hanno scritto al governo chiedendo di sbloccare al più presto la situazione di incertezza riguardo alla riapertura degli impianti sciistici ipotizzata per il prossimo 7 gennaio. Infatti, le linee guida che ad oggi le Regioni avrebbero elaborato per riaprire gli impianti non sarebbero state giudicate sufficienti dal Comitato tecnico-scientifico che vorrebbe subordinare la decisione a una nuova indagine epidemiologica, ad oggi dagli esiti quantomeno incerti.
«Questo stallo rischia di danneggiare irrimediabilmente un settore vitale anche per la montagna reggiana perché con la chiusura degli impianti imposta per i periodi prenatalizio e natalizio e il rischio di prolungarla per tutto gennaio, il settore rischia di perdere almeno la metà del fatturato annuale – precisano Delmonte e Catellani – Aprire per un periodo molto limitato vorrebbe dire esercitare l’attività in grave perdita e quindi sarebbe preferibile ricevere ristori adeguati. In Emilia-Romagna si è investito non poco sugli impianti sciistici nel nostro Appennino, per cui non si capisce la deferenza della giunta regionale verso il governo nazionale, come sempre pasticcione su questa come su altre problematiche legate alla pandemia. Qui non c’è tempo da perdere, per cui anche Bonaccini deve spingere perché sulla riapertura si diano certezze». —
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