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il processo 

False fatture, assolti i due imprenditori

T.S.
False fatture, assolti i due imprenditori

Le difese: «Si riferivano a opere edili concretamente fatte» All Service e Consorzio Arancio: imponibile da 73mila euro

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reggio emilia. Che le aule di giustizia reggiane siano state “inondate” negli ultimi anni da processi con l’accusa di falsa fatturazione – in certi casi con numeri elevati di imputati cone nelle operazioni Octopus e Billions – non è certo un mistero.

Ma stavolta l’esito giudiziario è stato favorevole a chi si è ritrovato alla sbarra, cioè due imprenditori crotonesi che con le loro attività edili hanno sede in città: il 41enne Nicola Lombardo (legale rappresentante della All Service Group srl, difeso dall’avvocato Carmine Migale) e il coetaneo Giuseppe Arancio (legale rappresentante del Consorzio Arancio, tutelato dal legale Claudio Bassi). Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – nel caso specifico la guardia di finanza coordinata dal pm Valentina Salvi – la ditta di Lombardo sarebbe stata una società “cartiera”, cioè che dal 30 marzo 2013 al 31 dicembre 2014 avrebbe emesso una serie di fatture per operazioni inesistenti con un imponibile complessivo di oltre 73mila euro. E per gli investigatori si tratterebbe di false fatture per permettere al Consorzio Arancio di evadere le imposte sui redditi e l’imposta sul valore aggiunto nei periodi d’imposta relativi agli anni 2013 e 2014. Dall’udienza preliminare di fine settembre 2018 con relativo rinvio a giudizio si è poi approdati al dibattimento – con rito ordinario – davanti al giudice Chiara Alberti. Cinque udienze in cui i due difensori hanno replicato alla Procura, indicando lavori di carpenteria effettivamente realizzati – a Cavriago e Cadelbosco Sopra – dalla ditta All Service Group per conto del Consorzio Arancio. E in aula è stato sentito un tecnico che a Cadelbosco Sopra ha visto in quel cantiere delle persone, ma non ha saputo indicare con certezza per conto di chi fossero al lavoro. Il processo si è concluso con l’assoluzione dei due imprenditori «perché il fatto non sussiste», quindi anche per il giudice Alberti è risultato provato che quelle fatture facessero riferimento a lavori edili effettivamente effettuati nei quasi due anni di riferimento.

Comunque i guai giudiziari per Nicola Lombardo non sono finiti, perché dallo scorso settembre è invischiato nella maxioperazione Billions, essendo considerato uno dei vertici un articolato sistema criminale specializzato nell’offrire in via “professionale” servizi di emissioni di fatture per operazioni inesistenti, per consentire alle imprese beneficiarie di abbattere i propri redditi imponibili e truffare così l’erario. Dopo un periodo in carcere, il Riesame di Bologna l’ha liberato non ritenendo più attuali i presupposti della misura cautelare. —

T.S.

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