In pensione i coniugi casari per 40 anni alla Paverazzi
Nunzio Ibatici e Luisa Tognetti iniziarono da giovani sposi al caseificio di Barco: «Tanti sacrifici, ore di lavoro, fatica fisica e responsabilità. Serve la passione»
BIBBIANO. I casari Nunzio Ibatici e Luisa Tognetti vanno in pensione dopo una vita dedicata all’arte casearia. Un’arte conosciuta molto bene dai coniugi, che per quasi 40 anni hanno lavorato nel caseificio Paverazzi di Barco di Bibbiano. Il Comune della Val d’Enza è noto come “la culla” del Parmigiano Reggiano: il luogo in cui quasi mille anni è nata la produzione di quello che è considerato il miglior formaggio al mondo.
Il lavoro del casaro può essere considerato un’arte ricca di aneddoti e segreti che si tramandano da secoli, così come raccontano Luisa e Nunzio parlando della loro lunga attività lavorativa.
GIOVANI SPOSI E CASARI
Vent’anni lei, ventisei lui: erano giovani sposi, Luisa e Nunzio, quando iniziarono a lavorare nel caseificio di via Piave a Barco di Bibbiano. Una vita, la loro, dedicata alla lavorazione della ricotta, del burro e del Parmigiano Reggiano. Una attività che richiede grande impegno e maestria. «Il casaro deve entrare in sintonia con le sensazioni che il prodotto gli suscita per riuscire a trasformare il latte in gustosi formaggi – dice Luisa Tognetti alla Gazzetta –. Non si tratta di un lavoro meccanico, ma di una vera e propria passione che cresce negli anni. Ci vuole impegno: è un lavoro fatto di sacrifici, a cominciare dagli orari. Tutto inizia alle prime ore del mattino e prosegue fino a tardi sera».
Nunzio Ibatici è andato in pensione nel 2014, ma ha continuato a dare una mano nel caseificio, accanto alla moglie Luisa. Ed è proprio lei, la casara, a spiegare come mai questo mestiere ben difficilmente viene scelto dai giovani. Tantomeno dalle donne. «Una volta si sceglieva come mestiere nonostante la fatica fisica; oggi è più semplice perché ci sono i macchinari che aiutano in tutto. Oggi non viene scelto come mestiere perché ci sono orari continui, fatica, impegno, responsabilità, poche ferie, eccetera. Si tratta di un mestiere nobile che, se da una parte toglie tempo, dall’altra parte regala molte soddisfazioni. Va ricordato che solo nel 2020 il caseificio di Barco ha prodotto quasi 20.000 forme di formaggio».
Sono tanti gli anni passati nel caseificio di Barco, in cui la coppia ha reso onore alla produzione del miglior formaggio del mondo partecipando a diversi concorsi. Nel 1996 Nunzio e Luisa ricevettero la “medaglia d’oro del casaro” dal Consorzio del Parmigiano Reggiano.
LA TARGA DELL’AZIENDA
La coppia ha avuto due figli, che oggi hanno preso strade diverse da quella dei genitori. In occasione del pensionamento, l’azienda Paverazzi ha donato alla coppia una targa per esprimere stima e gratitudine per il lavoro svolto. Ora, arrivati al traguardo della pensione (58 anni lei, 64 lui) la coppia dice: «Ringraziamo la latteria Paverazzi per il riconoscimento che ci ha dimostrato, la clientela e gli amici che ci hanno seguiti con affetto negli anni».
La settimana scorsa i due hanno traslocato, rimanendo sempre in paese. Ora si dedicheranno alle loro passioni e agli hobby. In questi giorni, per sostituire Nunzio e Luisa al caseificio Paverazzi di Barco, è arrivata una coppia di casari da Tiziano Val Parma. Spetta a loro, adesso, continuare questo nobile e antico mestiere. —
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