La lunga notte al lavoro di forze dell’ordine vigili del fuoco e 118 al servizio dei reggiani
Hanno festeggiato in divisa la fine del 2020 e l’inizio del 2021 Un veloce brindisi e poi di nuovo a disposizione di chi aveva bisogno
IL TRIBUTO
C’è chi ha mangiato lenticchie (per contare soldi tutto l’anno), chi l’uva o il melograno. In molti non hanno rinunciato a botti e fuochi d’artificio, facendoli esplodere nel proprio cortile o addirittura lanciandoli dal balcone. Tutti hanno brindato alla fine del 2020 augurandosi di non doverlo rimpiangere. In famiglia, i più. Alcuni con qualche amico (si spera indossando la mascherina e rispettando quanto più possibile il distanziamento).
Ma c’è chi non ha potuto festeggiare con i propri figli, con le mogli o i mariti, con i compagni, le compagne, i genitori, i fratelli, le sorelle. E neanche con gli amici. Donne e uomini che sono passati da un anno all’altro facendo quello che fanno sempre: mettendo al primo posto gli altri, i cittadini, noi.
Parliamo dei vigili del fuoco, dei carabinieri, dei poliziotti, dei volontari della Croce Rossa e della Croce Verde. E dei medici, che per turno si sono trovati in corsia, al fianco dei loro pazienti, e delle ostetriche che hanno fatto nascere bambini o hanno assistito le mamme.
Anche l’ultima notte dell’anno l’hanno passata al lavoro, concedendosi un brindisi – con le dovute cautele che il Covid ci ha insegnato ad avere – con i colleghi. L’impresa eccezionale, cantava Dalla in “Disperato, ironico, stomp”, è essere normale. E così loro, senza brillantini, stelle filanti, e neppure le storie su Instagram, forse solo con qualche tradizione condivisa con i colleghi di sempre, hanno iniziato il 2021 al servizio della gente.
E non immaginateveli a girarsi i pollici, in attesa della fine del turno. Il coprifuoco imposto dal presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte per contrastare la diffusione del Coronavirus (e prolungato in occasione del Capodanno dalle 22 alle 7 del mattino) non ha coinciso con una nottata tranquilla. I carabinieri così come i poliziotti della questura, gli agenti della polizia locale, gli uomini della guardia di finanza, i vigili del fuoco, il personale del 118, i volontari della Croce Rossa e della Croce Verde hanno trascorso la notte dell’ultimo dell’anno nelle sedi dei vari comandi, dove hanno risposto a decine e decine di chiamate di pronto intervento inviando pattuglie e soccorsi ove richiesto dai reggiani in difficoltà. Subito dopo la mezzanotte le linee delle forze dell’ordine e del soccorso, a partire dal 112, sono diventate roventi, tra allarmi scattati in aziende o abitazioni private (il più delle volte a causa dei boati dei petardi), liti tra vicini (quasi sempre, ancora una volta, a causa dei botti) o in famiglia. Numerose pattuglie della polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e della Polizia locale, inoltre, sono state impegnate nelle strade di Reggio e provincia per verificare che venisse rispettato il cosiddetto “Decreto Natale”.
Tra le varie chiamate ricevute, comunque, non sono mancate quelle dei cittadini che hanno voluto augurare buon anno e ringraziare per il lavoro svolto. Ringraziamenti doverosi che ci sentiamo di rinnovare. —
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