Una piazza intitolata a Zamberletti il fondatore della Protezione civile
reggio emilia. Il Comune ricorda la figura di Giuseppe Zamberletti, ideatore e fondatore della Protezione civile italiana, intitolandogli un piazzale del quartiere di San Pellegrino. Lo ha deliberato la giunta comunale riconoscendo il ruolo centrale e decisivo di Zamberletti, morto nel gennaio 2019 a 86 anni, a favore della comunità nazionale sul tema della risposta alle grandi emergenze.
Un’iniziativa che diventa anche un ringraziamento ai volontari reggiani che, fin dall’inizio della pandemia, si sono distinti per l’attività a favore della cittadinanza tra cui la distribuzione di mascherine su tutto il territorio comunale, l’assistenza alle persone fragili e l’attività per agevolare il distanziamento ed evitare assembramenti. Il piazzale che sarà intitolato a Zamberletti si trova nella prima laterale destra di via Rosa Luxemburg.
«Intitolare un piazzale a Giuseppe Zamberletti è innanzitutto un omaggio alla sua grande figura – ha spiegato l’assessore alla Protezione civile e alla partecipazione, Lanfranco de Franco – fu lui infatti a istituire il dipartimento di Protezione civile nel 1982, dopo aver vissuto sul campo le difficoltà dei soccorsi alla popolazione nelle catastrofi di quegli anni».
Ma l’intitolazione «vuole anche essere un omaggio a questa grande realtà italiana fatta di funzionari pubblici e di volontari che con dedizione e spirito di servizio prestano il loro supporto nei momenti più difficili per la popolazione. E farlo alla fine di questo 2020 ha un valore speciale: è un ringraziamento per quanto fatto nell’emergenza Covid, in cui tutto il sistema di Protezione civile è stato impegnato in numerosissimi fronti».
La carriera politica di Zamberletti fu, fin dall’inizio, incentrata nel settore della sicurezza pubblica sul tema della prevenzione dei disastri e sulla risposta alle emergenze. Parlamentare dal ’68, eletto nelle file della Democrazia cristiana, fu sottosegretario nel quarto e quinto governo Moro ( e nel terzo governo Andreotti con delega per la Pubblica sicurezza e per il corpo nazionale dei vigili del fuoco e Protezione civile. Nel primo e secondo governo Cossiga fu sottosegretario agli Affari esteri.
Nel ’79 si occupò del salvataggio dei Boat people, circa 2.000 profughi in fuga dal Vietnam occupato dal regime. La sua prima grande sfida professionale fu il terremoto del Friuli nel ’76, che gestì in qualità di commissario delegato del governo presieduto da Moro ideando un efficace sistema di assistenza alla popolazione e di ricostruzione, realizzato in stretta collaborazione con le istituzioni regionali e locali.
Commissario straordinario del terremoto in Irpinia e successivamente dei terremoti verificatisi in Campania e Basilicata, si rese conto della necessità di predisporre e realizzare un sistema sempre più strutturato e integrato di Protezione civile per coordinare e organizzare al meglio la macchina dei soccorsi e dell’assistenza alla popolazione. Questa intuizione si concretizzò nell’82 quando, da ministro, istituì il Dipartimento della Protezione civile nazionale.
Deputato fino al 1987, fu poi eletto senatore dal 1992 fino al 1994. Il 21 maggio 1996 gli fu conferita dall’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, l’onorificenza di Cavaliere di gran croce al merito della Repubblica italiana. —
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