Credem. crociata contro la piaga delle truffe online
La banca investe in strutture e campagne informative per incrementare la sicurezza dei propri servizi telematici
L’INTERVISTA
AMBRA PRATI
Truffe online: secondo la polizia postale di Reggio Emilia le segnalazioni, sommate alle denunce sono aumentate nel solo anno in corso dell’89,1%.
Un dato che è emerso anche nel report di fine anno stilato dal questore di Reggio, Giuseppe Ferrari, e dal comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Cristiano Desideri,
È indubbio che il boom di acquisti telematici causa Covid abbia cambiato parecchio le nostre abitudini su come fare acquisti, esponendo ancora di più i consumatori ai rischi.
Lo sanno bene le banche come il Credem che, non a caso, sia per prevenire le truffe sia per incrementare la sicurezza dei propri servizi online, nel corso del 2020 ha investito in campagne informative nei confronti della clientela e nel rafforzamento delle strutture che si occupano del tema (trasversale rispetto ai vari settori).
Ne abbiamo parlato con Fabio Caliceti, direttore dei canali digitali, affiancato da Elena Tamagnini, responsabile dell’Ufficio canali digitali, e Alessandro Bozzoli, responsabile dell’Ufficio di governo della sicurezza informatica.
Quali sono i tipi di tentativi di truffa più frequenti avvenuti di recente a livello di sistema?
«Prima di tutto è importante dire che acquistare online non è da considerarsi pericoloso: se si utilizzano le cautele del caso, è un’attività sicura e in generale altamente presidiata. L’importante è conoscere quello che possiamo incontrare online. Venendo alle tipologie di truffe e ad alcuni dei tentativi più comuni, due sono le casistiche principali. Primo: sono stati registrati diversi casi quest’anno di telefonate di finti operatori di call center che, usando il nome dei diversi istituti, comunicavano ai clienti che qualcuno stava cercando di frodarli; con questa scusa chiedevano ai clienti di leggere i codici di autorizzazione visualizzati sul cellulare per confermare l’annullamento dei presunti bonifici: il che è impossibile, la banca non chiede mai via telefono i codici personali. Secondo: presunti concorsi a premi pubblicizzati su un noto social network promettevano premi in denaro ai primi clienti che avessero fatto accesso a un finto sito della banca, inserendo utente, password, codice fiscale e numero di cellulare; i criminali in possesso di tali dati hanno poi tentato di utilizzarli per inserire pagamenti fraudolenti, autorizzati mediante clonazione delle sim telefoniche dei clienti».
I tentativi di frodi online in Italia sono aumentati in modo vertiginoso quest’anno: vi risulta?
«Ci tengo a sottolineare che un conto sono le frodi tentate, un altro conto quelle riuscite: le prime sono aumentate, le seconde invece sono rimaste per noi stabili, contenute grazie proprio all’innalzamento delle misure di sicurezza. È innegabile che il fenomeno sia in forte crescita perché il mare dove vanno a pescare i malviventi è più ampio. I dati Abi di sistema bancario confermano, prendendo come esempio il primo trimestre 2020 rispetto al 2019, che siamo a circa un +16% medio di utenti digitali rispetto al 2019, con un aumento delle transazioni di pagamento del 26%».
Quali contromisure ha preso Credem?
«È un tema sul quale stiamo lavorando, come gruppo Credem, con sempre maggiore impegno e intensità, in termini di investimenti, tempo e persone dedicate. Anzitutto abbiamo migliorato l’aspetto tecnologico: sono state aggiornate le nostre infrastrutture per una più efficace protezione dei pagamenti digitali. Abbiamo attivato un nucleo operativo interfunzionale, che unisce funzioni di business, di governo, di controllo in collegamento continuo con il nostro sistema informativo e la società tecnologica del Gruppo Credemtel, che analizza i fenomeni emergenti in chiave di prevenzione. Un altro fronte è la campagna di informazione e formazione rivolta alla clientela, per diffondere cultura su questo tema».
La clientela è impreparata?
«È un campo complesso, che si evolve in maniera rapidissima, perciò non parlerei di impreparazione ma di necessità di continua informazione. La sicurezza digitale è un tema che non riguarda solo i conti correnti o gli acquisti online, ma ormai tocca sfere personali molto delicate: si pensi all’utilizzo dello Spid e del fascicolo sanitario elettronico, a tutti i dati che contengono. Nella nostra vita di cittadini spesso non ci rendiamo conto. Per questo motivo abbiamo attivato un piano di comunicazione ad hoc per diffondere una maggiore cultura digitale e un approccio di prudenza che vogliamo far decollare».
Il filo diretto con la propria filiale può essere utile, visto il diffondersi di conti correnti online senza un interlocutore fisico?
«Assolutamente sì. L’aggiornamento e il contatto con il proprio consulente è molto importante, come anche con il nostro numero verde, anche solo per dubbi, confronti o per richieste di informazioni. Crediamo che la relazione “personale” sia un valore aggiunto. Il tema della sicurezza è ormai una parte fondamentale del benessere finanziario, e non solo, dei nostri clienti».
Il cliente che suo malgrado subisce la truffa cosa deve fare?
«Chi subisce una frode deve contattare subito la banca e procedere con la denuncia alle autorità. La tempestività è fondamentale. In generale sul mondo della sicurezza digitale, esteso anche agli attacchi informatici, come Credem abbiamo già una proposta di assicurazione cyber risk, volta a fronteggiare eventuali situazioni di interruzione delle attività, ripristini dei sistemi, perdite di dati. È una polizza rivolta a imprenditori, professionisti e commercianti; stiamo lavorando per estenderla anche al mercato privati e famiglie». —
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