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RIO SALICETO 

I figli dell’internato Tosi incontrano la figlia del compagno di prigionia

M.P.
I figli dell’internato Tosi incontrano la figlia del compagno di prigionia

Una videoconferenza nata dall’idea della prof Melegari e voluta dal sindaco Malavasi In un diario il racconto del dramma dell’internamento

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RIO SALICETO. Nel pomeriggio di sabato 19 dicembre scorso si è tenuto nella sala consiliare un incontro in collegamento web, caldeggiato dal sindaco Lucio Malavasi, con protagonisti i figli di due internati militari nei campi di concentramento nazisti (Imi), entrambi fatti prigionieri in Albania dopo l’8 settembre del 1943.

il diario

L’idea è maturata in seguito alla segnalazione da parte della professoressa Elena Melegari dell’esistenza di un diario, su una pagina del quale era riportato il nome di un riese, Pietro Tosi, nato il 29 giugno 1913 e morto nel 1992. Elesiana Puddu, che vive in Sardegna, ha infatti pubblicato a più riprese, sulla pagina Facebook del Gruppo Imi-Internati militari italiani, diversi stralci del diario del suo papà Angelo, catturato dai tedeschi a Valona e deportato dapprima in un lager nella Slesia polacca (Stalag VIII-B), nelle vicinanze della città di Lamsdorf, oggi Lambinowice, e da lì ai sottocampi di Petrvald, Karvinà e Trinec (Repubblica Ceca), dove i prigionieri erano destinati al lavoro coatto nelle miniere e nelle fonderie del Reich. In questo diario, una piccola agenda, sono raccontate le tappe della dolorosa vicenda del soldato Puddu e riportati i nomi dei compagni che hanno condiviso quelle sofferenze, tra cui, appunto, Pietro Tosi.

l’incontro virtuale

Contattata dal sindaco Malavasi, Elesiana ha accolto con entusiasmo la proposta di incontrare, anche se solo virtualmente, i figli di Pietro, Gianfranco, Siria e Nilde, per ricordare insieme l’esperienza dei loro papà, non senza emozione. Tosi, come hanno detto i figli, dopo il suo ritorno dal campo di concentramento non parlò mai più della guerra né della prigionia, mentre Angelo Puddu ha riaperto la sua agenda solo dopo sessant’anni e, con il supporto della figlia, l’ha trascritta e arricchita di altri ricordi e particolari.

D’altronde, nell’Italia del primo dopoguerra la tragica storia degli internati militari italiani fu molto presto dimenticata e tale rimase per molti decenni. Nel 2000, la legge 211 del 20 luglio ha istituito per il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Il Giorno della Memoria”, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Infine, con una legge del 2006 è stata concessa una “medaglia d’onore”, a titolo di risarcimento morale, “a tutti i cittadini italiani – civili e militari e, ove deceduti, ai loro familiari – che dopo l’8 settembre 1943 furono catturati e detenuti dai tedeschi e non accettarono l’adesione alla Rsi o alle formazioni delle SS. «Da studiosa di storia – ha detto la professoressa Melegari – ritengo che debba esserci la volontà, o l’interesse, o almeno la curiosità, di non dimenticare. Il racconto, quindi, non può prescindere, oltre che dai documenti, dalle memorie dei testimoni, che incidono in modo rilevante nella formazione della narrazione storica. La memoria è un fondamento importante della identità collettiva».

A conclusione dell’incontro è stata consegnata alla famiglia Tosi una copia della pagina del diario, come un prezioso regalo di Natale.—

M.P.

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