In aumento gli incendi ma calano gli interventi dei vigili del fuoco
Il comandante Martino e il vice Concolino tracciano il bilancio dell’attività Meno chiamate per incidenti stradali
REGGIO EMILIA. «Si è concluso un anno insolito, il primo anno per noi passato senza avere un contatto diretto con la popolazione: non abbiamo potuto festeggiare con i reggiani la nostra patrona Santa Barbara, né potremo organizzare la festa della Befana attorniati dai bambini. Questo ci manca e ci dispiace». Così l’ingegner Salvatore Concolino, vice comandante dei vigili del fuoco di Reggio, descrive l’andamento del 2020 per i 200 vigili del fuoco in servizio tra il Comando di via della Canalina e i distaccamenti di Castelnovo Monti, Guastalla, Sant’Ilario e Luzzara (solo volontari). «Nella prima ondata di pandemia, il nostro corpo ha sofferto in modo particolare perché abbiamo registrato diversi casi di ammalati, con problemi nel garantire i servizi minimi di soccorso. Per uscirne abbiamo attivato una serie di meccanismi interni, per fare in modo che gli uomini non si muovessero da una sede all’altra: azzerate le sostituzioni di personale, in modo che nei distaccamenti lavorasse solo quello assegnato; chi sostituiva qualcuno assente perché contagiato rimaneva in quel distaccamento per almeno quindici giorni; il cambio dell’orario con turni di 24 ore anziché 12 ore. Contromisure che hanno funzionato, al prezzo di un aggravio di stress per il personale. Meno problemi sono stati registrati nella seconda fase dell’ondata: in estate eravamo tutti presenza, poi da ottobre a oggi il personale non operativo è per metà in smart working».
La novità positiva è arrivata a fine anno. «Abbiamo avuto l’ingresso di tre unità amministrative: sono preziose, perché le ultime new entry risalivano a vent’anni fa. A dicembre, dopo il via libera del ministero, la direzione regionale ne ha selezionati tredici per l’Emilia-Romagna e averne ottenute tre è un importante risultato. A Reggio le nuove amministrative hanno sostituito pensionamenti o trasferimenti».
Nell’anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria, i pompieri hanno visto diminuire il loro lavoro, a eccezione del picco di incendi della scorsa estate, quando si sono registrati impegnativi interventi nei fienili in fiamme: questo spiegherebbe l’unico dato in controtendenza, il +7% di incendi.
Il resoconto dell’attività svolta viene tracciato dal comandante provinciale, ingegner Francesco Martino.
Nel 2020 gli interventi di soccorso tecnico urgente si sono ridotti del 13%: 4216 a fronte dei 4829 del 2019. Guastalla si conferma il distaccamento più operativo con 676 interventi, seguito dai 645 di Sant’Ilario che ha visto crescere nel tempo gli interventi, 447 per Castelnovo Monti e 131 per i volontari di Luzzara. Comprensibile il calo degli incidenti stradali (-25 %), mentre le istanze di prevenzione incendi hanno visto un lieve incremento, da 995 a 1007: un dato molto positivo poiché si tratta di un termometro dell’economia locale, che conferma il dinamismo del settore industriale e terziario. Sul fronte della polizia giudiziaria numeri assottigliati rispetto allo scorso anno: 15 le persone denunciate per omissione di Scia antincendio, 10 le contravvenzioni per violazioni in materia di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, erogate sanzioni per 30mila euro.
Nel settore della formazione antincendio in netta ripresa i corsi, grazie alle modalità a “distanza”: 56 i corsi erogati, a fronte dei 51 dell’anno precedente. Il numero delle abilitazioni antincendio si è ridotto del 50%, dovendosi necessariamente effettuare in presenza: 467 in tutto. Con la chiusura di impianti sportivi, teatri e fiere, i servizi di vigilanza antincendio si sono dimezzati: -58%, da 85 a 36. Mantenuti servizi minimi durante gli incontri a porte chiuse del Sassuolo e della Reggiana. —
Ambra Prati
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