Basile: «È stata fondamentale la telefonata di un cittadino»
reggio emilia. Tre gli elementi che hanno portato al rapido arresto del 47enne Vincenzo Umberto Di Stefano: l’intuito e l’intervento degli agenti delle Volanti, le immagini delle telecamere di videosorveglianza della farmacia e la telefonata di un passante al 113.
È stato grazie alla segnalazione di quell’uomo, infatti, che i poliziotti hanno potuto rintracciare il rapinatore seriale di Ospizio un paio d’ore dopo l’ultimo colpo.
Un senso civico sottolineato, ieri mattina in conferenza stampa in questura, dallo stesso dirigente delle Volanti, Carlo Maria Basile: «In questo caso, come in diversi altri, è stato fondamentale l’aiuto della cittadinanza. Da una segnalazione di una persona sospetta, che di fatto non stava commettendo alcun reato, siamo giunti all’arresto del rapinatore. Ma ringrazio anche gli uomini delle Volanti (presenti anch’essi in conferenza stampa, ndr) che come al solito non si risparmiano mai nell’eseguire il loro lavoro».
Quando sabato pomeriggio i poliziotti hanno raggiunto Di Stefano, nato a Napoli ma residente a Reggio Emilia da una decina d’anni, hanno capito subito che si trattava del rapinatore che stavano cercando: gli abiti erano gli stessi indossati dall’uomo ripreso dalle telecamere di sorveglianza della farmacia di Ospizio poco distante, il marcato accento partenopeo era lo stesso descritto dalle dipendenti e i precedenti del 47enne per rapina a mano armata e furto aggravato non deponevano certo a suo favore.
Così gli agenti hanno avviato una perquisizione nell’abitazione di Di Stefano trovando la pistola usata per le rapine (a salve ma, se modificata, in grado di sparare proiettili veri), gli altri vestiti usati per il primo colpo, soldi e tracce di cocaina.
Droga che, per ammissione dello stesso malvivente, è stata comprata con parte dei 350 euro di bottino. Ora il partenopeo si trova in carcere, arrestato in flagranza per la seconda rapina e denunciato per la prima, in attesa dell’udienza in tribunale che potrebbe avvenire già oggi stesso. —
L. G.
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