Coronavirus, c’è chi non si arrende: inaugurato a Reggio Emilia il Civico20
I titolari Daniele Torelli e Tania Talignani: «Un sogno diventato realtà». Il bar si trova in via Ariosto, dove un tempo c’era il Dallara
REGGIO EMILIA. La vigna rappresenta una vita abbondante, e la gioia che da essa scaturisce.
E nella gioia davvero ci si tuffa varcando la soglia del “Civico20”, il bar appena inaugurato in via Ariosto a Reggio Emilia, al civico 20 appunto. All’ingresso si viene accolti da un tralcio di vite disegnato a parete che poi lascia il posto a rametti incorniciati e bottiglie, fino ad arrivare nella seconda sala dove un ceppo sostiene non un grappolo ma una lampadina.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.39752253:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/locale/reggio-emilia-il-covid-non-ferma-daniele-e-tania-titolari-del-nuovo-bar-civico20/136334/136903]]
I coraggiosi titolari che hanno deciso di aprire nonostante la pandemia sono due ragazzi giovani, Daniele Torelli e Tania Talignani, che oltre al nuovo lavoro condividono anche la vita. Nuovo perché, prima di aprire il “Civico20”, i due facevano tutt’altro: lui era un informatico, lei un’impiegata.
«Siamo sempre stati appassionati di buon vino e buona cucina – racconta Daniele – e abbiamo viaggiato tanto per scoprire sapori e abbinamenti che non conoscevamo». «Io ho sempre avuto il sogno di aprire un locale tutto mio – aggiunge Tania – per questo motivo ho anche seguito corsi da sommelier».
Il sogno è diventato realtà lo scorso marzo, in pieno lockdown. «Ci siamo ritrovati a casa e abbiamo detto: lo facciamo», ricordano. Parenti e amici li hanno messi in guardia etichettando come follia la loro decisione, ma non sono riusciti a fermarli. «Ci hanno dato dei pazzi – ridono i due fidanzati – ma ormai eravamo decisi. Conoscevamo questo posto perché qui, anni fa, c’era lo storico Bar Dallara, che poi ha chiuso. Abbiamo comprato il locale e ci siamo messi al lavoro». L’idea iniziale era quella di inaugurare il bar in ottobre, poi la pandemia ha rallentato la ristrutturazione facendo slittare l’apertura a dicembre, proprio a ridosso delle aperture a singhiozzo imposte dal “Decreto Natale”.
Ma adesso, finalmente, Daniele e Tania sono dietro al bancone, non importa se per preparare caffè da asporto. «Appena si potrà – dicono – accoglieremo i clienti nelle nostre due sale e ci sarà anche la possibilità di mangiare piatti della cucina tradizionale preparati da noi». Non un semplice bar, dunque, ma anche una enoteca in cui pranzare, cenare, darsi appuntamento per aperitivo: «Per questo la “v” di Civico20 è un calice pieno di vino e la “o” è una tazzina di caffè», spiegano. E c’è pure una chicca: «Una stanza dedicata ai salumi, che prendiamo a Langhirano, ricavata in quello che era il vecchio magazzino, con tanto di mattoni a vista e trave antica».
I progetti non mancano: dalla voglia di potersi affacciare sulla via con una distesa che sarà bella quanto il locale, curato nei minimi particolari, al desiderio di servire anche i vini meno richiesti e conosciuti. «Speriamo che la vicinanza al nuovo polo universitario realizzato nell’ex seminario vescovile e la imminente riqualificazione di via Ariosto ci aiutino», dicono guardandosi. Sicuramente li aiuterà il loro entusiasmo: «Abbiamo realizzato il nostro sogno e speriamo di poter incoraggiare anche le altre persone a fare altrettanto. Non bisogna mollare mai». —
Martina Riccò
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
