«Siamo pronti a riaprire gli impianti Va salvata la stagione sciistica»
Ventasso. La riapertura degli impianti sciistici in Italia non scatterà il 7 gennaio bensì il 18, come da ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Una data certa? Non proprio: prima dovranno arrivare le linee guida del Comitato tecnico scientifico: Regioni e Province autonome hanno stilato una serie di indicazioni che, di fatto, il Cts è chiamato a validare, se le riterrà adeguate per riaprire l’attività sciistica contenendo i rischi di nuovi contagi. A seguire verrà emesso un nuovo decreto previsto per il 15 gennaio.
«Noi siamo pronti a riaprire il 18, lo saremmo già anche ora – afferma da Cerreto Laghi la società di gestione degli impianti, la TurismoAppennino –. Non vediamo l’ora di poter accogliere sciatori e turisti per sciare in totale sicurezza sulle nostre piste abbondantemente innevate. Gli impianti sono già aperti per consentire di allenarsi agli atleti Fisi iscritti agli sci club. Con la firma di questa ordinanza da parte del ministro e la fissazione di una possibile data di apertura per il 18, vediamo finalmente uno spiraglio per tutta l’economia della montagna: operatori turistici, maestri di sci, albergatori, ristoratori, fornitori. Siamo fiduciosi che, tutti insieme, lavoreremo uniti per salvare la stagione sciistica in totale sicurezza per i turisti».
Ora c’è attesa per la ricezione di un protocollo preciso. Il Cts aveva già dato le indicazioni da seguire: «L’ormai prossima riapertura degli impianti – affermava il Cts – dovrà comunque essere preceduta da una propedeutica rivalutazione della situazione epidemiologica. Le misure proposte possono trovare applicazione solo nel caso in cui l’andamento epidemiologico sia compatibile con la classificazione del rischio nella cosiddetta zona gialla».
Tra le misure suggerite, ci sono limitazioni alla capienza degli impianti di risalita, in particolare se si tratti di cabinovie o seggiovie con la “cupola”: ma questo non è il caso delle stazioni reggiane, che presentano solo seggiovie “aperte”, dove sarà sufficiente salire con mascherina e tenendo un numero di posti vuoti sufficiente a garantire il distanziamento tra gli occupanti. Si parla anche della possibilità di introdurre sistemi di prenotazione che possano scongiurare l’eccessivo afflusso di persone alle varie stazioni in una singola giornata. C’è poi il tema dello spostamento tra regioni, che sarà di fatto possibile solo tra quelle “gialle”. Il tema è importante soprattutto per Cerreto, storica meta dei toscani. Al momento le previsioni indicano la possibilità che la Toscana torni “gialla” dal 7 gennaio; se così fosse, i toscani avrebbero via libera per arrivare dal 18 sulle piste.
Quanto alle altre stazioni reggiane, Febbio è pronta ad aprire il solo campo scuola: per la seggiovia Fortino-Mardonde è stato deciso di cogliere la situazione di chiusura forzata per avviare la revisione quindicennale (finanziata dalla Regione), che richiederà lavori per mesi ma metterà la stazione nelle condizioni di avere gli impianti pronti entro l’estate, che ormai per la stazione villaminozzese rappresenta la stagione più importante, con le tantissime ascese di turisti ed escursionisti fino alla vetta del Cusna. Pronta ad aprire in ogni momento invece Ventasso Laghi, anch’essa con un fondo ottimale e le piste semplici molto apprezzate da famiglie che vogliono far avvicinare bambini e ragazzi allo sci. —
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