Domani l’ultimo saluto a don Ercole Artoni
I funerali del “prete scomodo” scomparso lunedì a 90 anni saranno celebrati alle 10.30 dal vescovo Camisasca
REGGIO EMILIA. Saranno celebrati domani alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Villa Cadè, dal vescovo Massimo Camisasca e alla presenza dell’amico don Fortunato Monelli, i funerali di don Ercole Artoni. Novanta i posti disponibili per le misure anti-Covid.
Don Ercole è morto lunedì all'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dov'era ricoverato da settimane. Nell’ultimo anno i problemi di salute si erano aggravati e don Ercole aveva difficoltà a parlare, nonostante i suoi occhi continuassero a brillare con intensità.
Aveva 90 anni ed era conosciuto con gli appellativi di «prete scomodo» e «prete comunista» perché negli anni ’80 divenne famoso in tutta Italia per essere eletto come consigliere comunale nella città del Tricolore tra le fila del Pci, un’esperienza che gli costò una sorta di scomunica dall’allora vescovo di Reggio Emilia, monsignor Gilberto Baroni.
Don Ercole era nato il 13 settembre 1930 a Cerreto Alpi, trasferendosi a soli sei mesi a Villa Gaida a causa del lavoro del padre, cantoniere Anas. Ricevette l’ordinazione presbiterale il 24 giugno 1956 e lo descrisse come “il più bel giorno della mia vita”.
Il primo incarico pastorale, dal 1957 al 1964, fu quello di vicario cooperatore a Mancasale, dove divenne parroco fino al 1977. E proprio nella parrocchia di Mancasale, nel '77, ospitò nella sua parrocchia ex detenuti e pazienti dell'ospedale pschiatrico giudiziario, per recuperarli dalla marginalità sociale. In seguito fondò il centro sociale “Papa Giovanni XXIII” che ancora oggi accoglie numerosi tossicodipendenti e alcolisti, aiutandoli a uscire dal tunnel. Nel suo passato vanta anche collaborazioni con Loris Malaguzzi, noto pedagogista e padre del modello d'insegnamento “Reggio Children”, che lo aiutò nello sviluppo di missioni in Brasile. Inoltre andò a Mosca nella delegazione italiana per aiutare il Vietnam e a Berlino nella Commissione Disarmo.
Il parroco ebbe però anche alcuni guai con la giustizia.
Negli anni '80 finì in carcere, in isolamento, accusato di favoreggiamento nei confronti di Paolo Bellini, la Primula Nera, killer della criminalità organizzata. La stessa accusa gli venne mossa nell'ambito del sequestro Finco nel 1982 e poi finì in cella ancora per truffa e peculato. Infine, storia recente, nel settembre 2017 è finito nuovamente arrestato per le presunte minacce di morte e intimidazioni al giudice Cristina Beretti, nonché presidente del tribunale di Reggio Emilia. Dopo due mesi di domiciliari, venne rimesso in libertà e tornò nella sua comunità. Infine il 9 dicembre scorso è stato assolto.
Don Ercole lascia due fratelli e due sorelle, quel che rimane di una famiglia numerosa (nove figli) e unita che lui ricordava sempre con affetto. Lunedì sera la parrocchia di Castelnovo Sotto gli ha reso onore con un santo rosario in suffragio. —
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