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Il sindaco-medico Torelli vaccinato contro il Covid

Daniela Aliu
Il sindaco e medico Germano Artioli vaccinato contro il Covid
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Il sindaco e medico Germano Artioli vaccinato contro il Covid

Montecchio, dopo avere assunto la prima dose, ha postato un video su Facebook. «È una misura di prevenzione fondamentale, fatta per il bene di tutti»

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CAMPEGINE. Nuovo round di polemiche sulla questione dell’esodo dei dipendenti pubblici dal municipio. Riguardo la discussione dell’interpellanza presentata dal gruppo “Insieme per Campegine” in merito ai 18 dipendenti che in tre anni hanno lasciato il posto di lavoro in Comune, replica duramente il sindaco Germano Artioli. «C’è un’antica espressione arrivata fino a noi per riferirsi a discorsi privi di consistenza: “flatus vocis” – dice Artioli - Un’espressione che pare fatta apposta per certe polemiche, come quella relativa alla presunta fuga di dipendenti dal Comune di Campegine. Crediamo che un avvicendamento di dipendenti in un Comune sia, nel corso degli anni, assolutamente fisiologico. Avviene per scelte personali, per avanzamenti di carriera, per ragioni economiche, perché si va in pensione, perché un servizio viene conferito in Unione, qualche volta anche per incompatibilità politico-ideologica con chi governa in quel momento».

Artioli attacca le opposionini che hanno sollevato la questione: «Noi abbiamo dato un’occhiata alla mobilità della precedente legislatura e, dati alla mano – precisa il primo cittadino – non abbiamo trovato differenze eclatanti. Va detto che, sempre dati alla mano, questa amministrazione si è sempre attivata per avviare immediatamente, attraverso l’ufficio personale dell’Unione Val d'Enza, le procedure dell’integrazione dell’organico. Naturalmente siamo in grado di verificare per ogni dipendente la coincidenza tra la motivazione addotta e la scelta effettuata; cosa che qualcuno, nel furore della facile polemica, ha probabilmente evitato di fare».

Quanto alla dichiarazione fatta dal capogruppo di “Insieme per Campegine” Daniele Menozzi, il quale aveva affermato che si sarebbe aspettato «un’autocritica forte da parte di Artioli», il sindaco replica: «Non siamo insensibili alle osservazioni della minoranza e su una cosa siamo d’accordo: sulla necessità di un’autocritica. L’autocritica di chi ha ridotto a zero alcuni uffici di questo Comune, a partire dall’ufficio tecnico, consegnandoli alla direzione di altri Comuni, rendendoli deserti e costringendo ad una ricostruzione lunga e faticosa di tutto l’organico comunale. Sì, un’autocritica in questo senso sarebbe doverosa, ma la stiamo ancora aspettando», conclude Artioli.

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