Rubiera, ecco l’acetaia del municipio grazie ai coniugi Corradini
RUBIERA. Finalmente anche Rubiera ha la propria acetaia comunale. Lunedì 4 gennaio scorso è stata ufficializzata la nascita di questa realtà ricca di tradizione, che prende vita all’interno delle mura del municipio rubierese.
La storia della nuova acetaia comunale è molto particolare e interessante. È il frutto, infatti, della donazione dei coniugi rubierese Corradini-Giovanardi che, in occasione del loro 50esimo anniversario di matrimonio, nel mese di settembre 2019 hanno deciso di regalare ai propri concittadini rubieresi una batteria di aceto contenente ben cinque barili di legni diversi. La passione dei coniugi Corradini-Giovanardi nei confronti dell’aceto balsamico è ormai datata. Lo stesso Gaetano Corradini, infatti, è alfiere della Confraternita dell’Aceto Balsamico di Reggio Emilia per il territorio di Rubiera, e ha vinto diversi importanti premi e riconoscimenti con il suo aceto.
La tradizione e la bontà dei prodotti frutti del nostro territorio merita tutta l’attenzione necessaria e va tramandata di generazione in generazione, come fa la famiglia Corradini da diversi decenni a questa parte. Il rapporto tra Rubiera e l’aceto balsamico è molto datato. Secondo diverse fonti, infatti, il termine “balsamico” inizia a comparire già in alcuni documenti storici del 1747 dei registri del duca di Modena in riferimento ad alcune botti situate proprio nella zona rubierese. Questa ricca e storica tradizione rubierese non poteva essere abbandonata nel tempo.
Ed è proprio da questo amore per la tradizione che nasce l’idea di instituire anche all’interno delle mura del municipio un’acetaia comunale. L’idea di Corradini e della famiglia ha da subito ha avuto, infatti, il pieno sostegno dell’amministrazione comunale rubierese che, già dal mese del giugno scorso, ha attivato tutte le pratiche per individuare un locale adatto alla conservazione della pregiata batteria di aceto balsamico. Per gustare il frutto di questa importante tradizione occorre, però, avere pazienza perché il passare del tempo è il migliore abbinamento possibile per gustare un ottimo aceto balsamico. Su questo aspetto, intervistato dalla Gazzetta di Reggio la scorsa estate, Gaetano Corradini aveva dichiarato: «Questa batteria inizierà ad essere un prodotto con un minimo di caratteristiche tra i dieci e i dodici anni. C’è un lungo procedimento dietro oltre ad un processo di maturazione».
Anche il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, si dichiara entusiasta per questo importante dono da parte della famiglia Corradini-Giovanardi e commenta in proposito: «Da oggi nei decenni dentro al municipio, in una stanza lassù, ci sarà questa presenza “viva”, accudita con ogni premura, che ci ricorderà sempre le nostre radici. Al termine di questo periodo difficile, naturalmente, faremo le opportune iniziative di sensibilizzazione. La tradizione dell’aceto balsamico ha passato le pandemie e le guerre di undici secoli di storia: non ha certo fretta». —
Luca Giuseppe Murrone
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