«Per Alex voglio chiarezza sull’accaduto Avevamo progetti. Lo amerò per sempre»
Parla Mariana, la fidanzata del tecnico di 25 anni morto folgorato nella piscina di un hotel in Algeria, dove era per lavoro
ROLO. «Non sono qui per dare delle colpe, ma voglio chiarezza. Alex se la merita». Sono le parole di Miriana Pietri, la fidanzata di Alex Bonucchi, l’ex calciatore e allenatore dei Pulcini dell’Ac Rolo di 25 anni morto in Algeria, folgorato mentre si trovava nella piscina dell’hotel dove alloggiava.
«Avevo intuito che qualcosa non andava», racconta Miriana, comprensibilmente scossa. La incontriamo fuori dalla chiesa della Madonnina a Nonantola (Modena), dove Bonucchi viveva con la madre. «Solitamente Alex mi teneva aggiornata, mi raccontava della sua giornata. Quella sera, però, il nulla. Sono andata a dormire un po’ preoccupata; quando mi sono svegliata ho trovato la chiamata dei genitori. Mi è crollato il mondo addosso».
La ragazza racconta dell’ultimo saluto con il fidanzato: «Mi ha inviato proprio una foto di quella piscina. Saranno state più o meno le sei del pomeriggio. Da quel momento non ci siamo più sentiti».
Il ricordo è toccante. Miriana e Alex erano pronti a trascorrere una vita insieme: «Avevamo fatto i nostri progetti, come fanno in tanti. Pensavamo di andare a convivere, facevamo programmi sul futuro che ci attendeva. Tutto si è spezzato in un momento. In queste ore mi hanno contattato diverse persone, in tanti avevano avuto modo di conoscere Alex. Di apprezzare le sue qualità, che erano tante».
Dopo la scuola, il lavoro alla Sacmi di Salvaterra, cui il 25enne teneva parecchio. Un’occupazione che nel tempo gli aveva permesso di viaggiare in tutto il mondo: «E da tutto il mondo mi sono arrivati dei pensieri in suo ricordo. Era appassionato del mestiere che faceva, voleva sempre migliorare. Le trasferte, anche quelle lontane, erano ormai diventate una sua passione. Allo stesso tempo, però, sperava un giorno di smettere di viaggiare, di vivere una vita serena con me».
A Nonantola Alex aveva comprato casa da poco assieme a mamma Barbara. Doveva partire per la trasferta in Algeria, ma l’alluvione aveva ritardato i suoi programmi di lavoro. Il destino, così, lo ha portato nella zona di Algeri proprio in questo periodo: «Era partito il 30 di dicembre – racconta Miriana – sarebbe rimasto via per un po’. Circa tre mesi, tre mesi di lavoro».
Miriana ha anche pensato di partire per l’Algeria, «ma ci hanno sconsigliato di farlo per evitare il periodo di quarantena che ci aspetterebbe una volta arrivati ad Algeri. Ora aspettiamo di sapere quando Alex potrà tornare a casa». Sono costanti i contatti con l’ambasciata, la stessa che monitora la situazione in attesa di risposte.
Risposte che vuole anche Miriana. «Non so come riuscirò a riprendermi – continua la ragazza – sto cercando di farmi un po’ forza. Per Alex, per la sua famiglia e per la mia. Era un ragazzo eccezionale, una persona magnifica. Amato dagli amici, amato da me. Ci eravamo fidanzati un anno e mezzo fa, ma già da tempo ci conoscevamo. Avevamo mille progetti, mille obiettivi per il nostro futuro. Tutto si è spezzato in un modo assurdo. È dura andare avanti».
Miriana, nelle ore successive alla tragedia, ha pubblicato un video su Facebook per chiedere chiarezza su quanto accaduto. Un appello condiviso, non solo sui social, anche dai famigliari di Alex, la sorella Alice, la mamma Barbara e il papà Claudio. E anche ieri Miriana ha voluto ribadire il concetto. Lo ha fatto con educazione e forza: «Ripeto che non sono ad accusare nessuno, ma a chiedere chiarezza su quanto accaduto. Su come sia potuta succedere una cosa del genere. Una tragedia che ha stravolto le nostre vite». —
Enrico Ballotti
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