Via ai vaccini alla casa protetta di Reggiolo
Hanno aderito il 95% degli ospiti e tutti gli operatori. Angeli: «Ad aprile furono tutti contagiati. Ora giochiamo in attacco»
Mauro Pinotti
REGGIOLO. La Befana ha portato nella casa protetta per anziani di via Dante Alighieri 20 a Reggiolo, speranza ed emozione. Ieri mattina, infatti, sono partite le vaccinazioni per 26 dei 28 ospiti e i primi 4 su 30 operatori socio-sanitari.
Ha aderito il 95% degli anziani e il 100% degli operatori presenti in struttura. Solo due nonnini, per questioni estremamente particolari, non hanno potuto essere vaccinati. Gli altri 26 operatori della struttura verranno vaccinati presso l’Ausl di Reggio Emilia. «Vaccinarsi – ha detto Giovanni Umberto Calabrese presidente di Coopselios che gestisce la struttura – è un segno di responsabilità e rispetto. Dobbiamo vaccinarci non per un’imposizione da parte delle pubbliche autorità, ma dobbiamo farlo con convinzione e con senso di responsabilità verso gli altri e noi stessi».
La casa protetta non poteva mancare a questa prima fase di vaccinazioni anti-Covid. «Dopo i mesi difficili di aprile e maggio quando il virus purtroppo ha contagiato tutti i 32 ospiti e tutti gli operatori – ha detto il sindaco Roberto Angeli – ora siamo noi a giocare in attacco per vincere questa battaglia! E tra 21 giorni verrà effettuato il richiamo. Ci auguriamo di avere ospiti e operatori immuni dal Covid-19».
Sono ormai lontani i giorni dell’epidemia che aveva contagiato gli anziani e gli operatori sanitari della casa protetta. Tra il 4 e il 5 aprile scorso, in pieno lockdown, erano risultati positivi ben 30 dei 32 ospiti della struttura. Nonostante gli sforzi e le attenzioni del personale di assistenza, gli anziani ospiti avevano contratto il virus. In grande apprensione tutte le famiglie che poi erano state contattate sia dal sindaco Angeli che dal coordinatore di Coopselios. L’ente gestore, appena scoppiata l’epidemia, aveva prontamente provveduto a individuare e a inviare alla casa protetta un’equipe di supporto composta da figure di diversa professionalità e di lunga esperienza, sia per la parte di coordinamento che per la parte assistenziale.
Questo ha garantito la qualità dei servizi mantenendo un rapporto tra anziani e loro famigliari che si collegavano attraverso videochiamate. A fianco agli operatori è sempre stato presente il medico. Gli operatori della struttura, anche a proprio rischio e pericolo data la situazione d’emergenza, hanno fatto di tutto per sostenere il benessere psicofisico degli anziani.
Coopselios ha attivato, fino al 31 dicembre 2020 per tutti i dipendenti a tempo indeterminato, soci speciali e soci ordinari iscritti ai Piani sanitari una forma assicurativa per l’emergenza Covid-19. L’assicurazione, attiva dallo scorso mese di marzo, ha permesso di erogare, a chi ha avuto diritto, oltre 67.500 euro di indennizzo. —
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