Gazzetta di Reggio

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LA TASSA SUI RIFIUTI 

«Chiusi cinque mesi ma le fatture della Tari sono un vero salasso»

Giuseppe Galli
«Chiusi cinque mesi ma le fatture della Tari sono un vero salasso»

Il titolare del ristorante Piedigrotta 2 mostra le due bollette  «Costretto a pagare più di ventimila euro, va ricalcolata»

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Giuseppe Galli

REGGIO EMILIA. Ha tenuto chiuso il suo locale per tutte le festività natalizie e, quando è andato a riaprire, si è anche trovato la fattura della Tari (tributo sui rifiuti) nella cassetta della posta. Oltre al danno, la beffa per Gennaro Giordano, titolare del Piedigrotta 2, storico ristorante-pizzeria di via Emilia Ospizio 50, che nel 2020 – tra i lockdown di primavera e natalizio e le chiusure anticipate degli ultimi mesi – ha dovuto fare i conti con un lungo stop dell’attività.

«La prima rata, relativa al primo semestre dell’anno e con scadenza 30 settembre 2020, è stata di 7.627 euro – spiega il titolare del Piedigrotta 2 –. Mi hanno scalato quasi duemila euro, tenendo conto del fermo totale di marzo, aprile e maggio: un aiuto importante e concreto, per un’attività come la mia, che dà lavoro a tante persone, le quali – in un periodo di difficoltà come quello che stiamo vivendo – a loro volta sostengono una ventina di famiglie».

Giordano si aspettava un trattamento simile, da parte del Comune di Reggio, anche per la seconda rata dell’imposta ma, quando ha aperto la busta, è arrivata la mazzata: «Quando ho visto l’importo, di 12.714 euro, mi è venuto un colpo. Questo significa che in un anno in cui siamo stati fermi per quasi cinque mesi, mi trovo a pagare più di 20 mila euro di Tari, nonostante i rifiuti prodotti siano più che dimezzati per ovvie ragioni».

In un locale su due piani, come quello di Ospizio, la capacità è di 380 posti a tavola, ma di questi «nei periodi in cui possiamo rimanere aperti, con le normative anti-Covid da rispettare, ne possiamo ospitare al massimo 170, ma le sale al piano di sopra non le abbiamo mai aperte. Credo che questo tributo, per un settore colpito come il nostro dalle norme anti-Covid, andrebbe ricalcolato», prosegue il ristoratore il quale, rimarca, «parlo a titolo personale, interpretando anche il sentimento di altri colleghi, in particolare del Gruppo ristoratori reggiani di cui faccio parte».

Proprio in questi giorni è previsto un incontro tra i rappresentanti dei ristoratori e l’assessore comunale di competenza, al fine di trovare soluzioni a questo e altri problemi: «Non è mia intenzione fare polemica con il Comune di Reggio – conclude Giordano – con cui abbiamo un buon rapporto, ma non posso non far notare che a fronte di un ingente calo della produzione dei rifiuti non c’è stato un abbassamento di questa tariffa, che in questo momento rappresenta un vero salasso». —

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