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Il Primo Tricolore in segno di riconoscenza alla sanità reggiana

Roberto Fontanili
Il Primo Tricolore in segno di riconoscenza alla sanità reggiana

Una sobria ma significativa cerimonia è stata organizzata davanti all’ospedale alla presenza del direttore generale Cristina Marchesi, medici e operatori sanitari  

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. Per dare un significato ancora attuale alle celebrazioni del 224esimo anniversario della nascita del Primo Tricolore quest’anno è necessario partire dalla fine. Dalla consegna di una copia della bandiera nata a Reggio nel 1797 all’Ausl e più in generale alla sanità reggiana. Una breve cerimonia avvenuta davanti all’ospedale Santa Maria Nuova, per ringraziare coloro che sono stati e sono ancora oggi in prima fila nella battaglia al Covid e nel ricordo delle 902 vittime reggiane morte a causa della pandemia.

In una giornata di festa diversa dal solito, in cui le celebrazioni si sono svolte quasi tutte online (e per una volta non ci saranno le consuete polemiche sulla scarsa partecipazione dei reggiani alle celebrazioni), è stata proprio la consegna del Tricolore da parte del sindaco Luca Vecchi e del presidente del consiglio comunale Matteo Iori al direttore generale dell’Ausl reggiana, Cristina Marchesi, accompagnata da una rappresentanza di medici e operatori sanitari, il momento culminante di una ricorrenza che mai come quest’anno non è stata una giornata di festa. Un simbolo, ha sottolineato il sindaco nel consegnare il Primo Tricolore, ricamato a mano dal laboratorio Rt di Albinea, che vuole essere «un atto di ringraziamento, riconoscenza, vicinanza, gratitudine e unità».

La breve cerimonia davanti all’ospedale dei reggiani, e più volte rinviata nei mesi scorsi nell’attesa di poter festeggiare la fine della pandemia, ha rappresentato anche il mantener fede a un impegno voluto oltre che dal sindaco anche da tutto il consiglio comunale che aveva votato una specifica mozione unitaria. Ma la consegna del Primo Tricolore ai medici e agli operatori sanitari si è ben presto trasformata in un momento di riflessione che ha coinvolto istituzioni, sanità e cittadini sulla difficile situazione che Reggio sta vivendo e che è stato ben sintetizzata nelle parole del direttore generale Cristina Marchesi. «In questi giorni – ha chiosato il direttore generale – il contagio ha smesso di scendere». Poi, nel ringraziare sindaco e presidente del consiglio comunale «per aver pensato a donare alla sanità reggiana il Tricolore che rappresenta per tutti noi un simbolo», ha aggiunto: «Siamo oggi impegnati nella seconda fase, abbiamo già aperto il fronte delle vaccinazioni e ritengo che tutto il nostro personale dovrebbe vaccinarsi perché il vaccino molto sicuro e ci consentirà di poter tornare alla normalità. Ci aspetta un periodo molto intenso poiché il perdurare della pandemia sottrae risorse per la cura delle altre patologie e il nostro problema oggi è dare una risposta a quei cittadini che hanno gli stessi diritti di chi è ammalato di Covid». Infine Cristina Marchesi ha concluso il suo breve saluto ringraziando tutti gli operatori della sanità reggiana, come avevano fatto in precedenza anche il sindaco e Matteo Iori «per il loro impegno e il loro lavoro quotidiano nel quale si spendono in modo encomiabile».

In precedenza la Giornata nazionale della bandiera italiana aveva preso le mosse secondo un copione ormai consolidato con la suonata a distesa della Campana Civica alle 10.10 a cui hanno fatto seguito alle 10.30 in piazza Prampolini, alla presenza del sindaco Vecchi e del prefetto Iolanda Rolli e delle autorità civili e militari, l’alzabandiera delle bandiere italiana ed europea, gli onori militari e l’esecuzione degli inni nazionale ed europeo con l’accompagnamento musicale della Filarmonica Città del Tricolore. Un momento a cui ha fatto da cornice una sparuta presenza di cittadini.

Alle 11 le celebrazioni ufficiali si sono spostate in Sala del Tricolore dove l’unico a intervenire in presenza è stato il sindaco Vecchi. Sono seguite in video collegamento, le parole del presidente della Provincia Giorgio Zanni e del presidente della Regione Stefano Bonaccini. Infine lo scrittore Antonio Scurati (in collegamento da Milano) ha concluso le celebrazioni ufficiali con una riflessione sul valore della bandiera come simbolo di unità nazionale. Nel pomeriggio si sono svolti concerti e iniziative collaterali e per tutta la giornata alcuni dei luoghi più significativi della città sono stati illuminati con i colori della bandiera. —

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