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giustizia e politica 

Morlini, al centro del disciplinare le intercettazioni e i verbali al Csm

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roma. È sempre il tema delle intercettazioni captate dal trojan inserito nel cellulare di Luca Palamara a essere al centro del procedimento disciplinare – in corso da luglio – davanti alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che vede nel mirino cinque ex membri di Palazzo dei Marescialli – Luigi Spina, Gianluigi Morlini (giudice civile reggiano rientrato al lavoro nel nostro palazzo di giustizia in attesa dell’esito), Antonio Lepre, Paolo Criscuoli e Corrado Cartoni – che si dimisero dell’organo di governo autonomo delle toghe a seguito della “bufera” scaturita dall’inchiesta di Perugia.

La vicenda è conseguenza dello scandalo, scoppiato nel 2019 , che ha travolto la magistratura italiana e che ruota intorno a Luca Palamara (nel frattempo radiato) considerato il perno della commistione tra toghe e politica per pilotare le nomine nelle Procure.

L’udienza di ieri – degli ex del Csm erano presenti Morlini e Spina, più Criscuoli collegato da remoto – è entrata nel vivo delle richieste istruttorie formulate dalla Procura generale della Cassazione e dalle difese. L’avvocato generale della Suprema Corte Pietro Gaeta e il sostituto pg Simone Perelli hanno chiesto l’acquisizione agli atti di alcuni documenti, in particolare verbali tratti dal procedimento disciplinare già svolto a carico di Palamara e, soprattutto, della trascrizione delle intercettazioni utilizzate nel processo, tra cui quella della riunione notturna all’hotel Champagne, alla quale, il 9 maggio 2019, presero parte, oltre ai 5 togati, Palamara e i deputati Ferri e Lotti, e in cui si affrontò il discorso sulla nomina del procuratore capo di Roma.

A tali richieste si sono opposte le difese, mettendo in dubbio l’utilizzabilità di tali intercettazioni nel procedimento. Sulla questione, dunque, dovrà pronunciarsi il collegio disciplinare, che dovrà inoltre decidere sulle istanze istruttorie dei difensori, relative anche ad audizioni di testimoni.

Il legale di Morlini – cioè il professor Vittorio Manes – ha poi chiesto in particolare che vengano acquisiti dalla disciplinare i verbali delle riunioni della quinta Commissione del Csm del 21 e del 23 maggio 2019, quando si affrontò il tema della nomina del nuovo procuratore di Roma per «dimostrare – ha rimarcato – l’assenza di ogni accordo, in quanto emerge chiaramente come Morlini (al tempo presidente della Quinta Commissione competente sulle nomine, ndr), abbia agito in piena autonomia e trasparenza, senza condizionamenti da parte di alcuno». —

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