Rifiuti e immondizia ai bordi delle strade «Santa Croce ancora invasa dai topi»
I residenti della zona, alle prese con il proliferare di ratti, incolpano il porta a porta: «Bisogna intensificare i passaggi di Iren»
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. «Il quartiere di Santa Croce è pieno di topi». Sacchi dell’immondizia intorno ai cestini stradali, cumuli di rifiuti davanti ai cancelli delle palazzine, bidoncini ammassati intorno alle radici degli alberi: sono le immagini documentate dagli abitanti di Santa Croce, il quartiere dove il porta a porta ha preso avvio in città, non senza criticità.
Ora però i cittadini lamentano un effetto collaterale della raccolta, dovuto al permanere per giorni dei rifiuti in strada: l’invasione dei topi. Tanto che diverse palazzine hanno dovuto ricorrere alla disinfestazione, pagandola di tasca propria, per liberarsi dei malsani roditori che rappresentano un pericolo per la salute umana. Il moltiplicarsi dei topi in cerca di cibo è stato particolarmente visibile durante le festività natalizie, quando ai tradizionali pranzi pantagruelici si è aggiunto il semi lockdown: tutti i reggiani sono rimasti in casa e di conseguenza la produzione di rifiuti ha registrato un picco, con conseguenti apparizioni dei roditori attratti dall’odore di pesce e di resti alimentari succulenti.
«In questo periodo di pandemia le famiglie cucinano di più e i rifiuti aumentano. Ci sono stati giorni in cui si sono raggiunti anche dieci bidoni per strada: inevitabile, vista la popolosità del quartiere – denuncia una residente storica del quartiere, che abita in viale Regina Margherita da oltre sessant’anni – Ma i passaggi di Iren sono rimasti invariati: per l’umido, una sola volta a settimana. Non manca l’inciviltà: alcuni condomini posizionano in strada i contenitori giorni prima del passaggio prefissato e questo è un comportamento scorretto che, insieme al fatto che i bidoncini straboccanti non sono chiusi e lo sportellino può essere agevolmente aperto dall’animale, attira ancor di più i topi».
Il problema, più evidente durante le festività, è tuttavia risalente nel tempo. «Siamo assediati dai roditori da mesi. Nel primo lockdown, quando si camminava intorno all’isolato, ho visto io stessa topi di grosse dimensioni attraversare la strada. Tanto che avevamo già messo delle trappole e tanto che, di recente, abbiamo pagato 200 euro per la derattizzazione privata, così come hanno fatto altri residenti di via Cefalonia. Tra l’altro, quando la ditta privata di derattizzazione è intervenuta, l’addetto ha riferito che c’è lo stesso problema in altre aree di Reggio Emilia: la città è invasa».
La residente ha spiegato di non essere contraria al porta a porta in sé. «Ben venga il porta a porta, siamo virtuosi. Però anziché incensarci su quanto siamo bravi, occorrerebbe anche controllare quello che succede. Ogni tanto uno sguardo attento alla pulizia dell’agglomerato urbano sarebbe doveroso, così come sarebbe doveroso che i responsabili della raccolta escano dagli uffici dove i manager si arricchiscono e facciano qualcosa per la città. Oppure Iren serve solo per le bollette?». —
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