Rinviata la riapertura Studenti delle superiori tutti a casa fino al 24
La decisione presa ieri dalla Regione alla luce degli ultimi dati sui contagi L’assessore Donini: «Applicare il principio di massima prudenza e precauzione»
reggio emilia. Rinviato al 25 gennaio il ritorno in Emilia-Romagna alle lezioni in presenza al 50 per cento nelle scuole superiori.
Questa la drastica decisione presa ieri pomeriggio dalla giunta regionale, che ha valutato i rischi dovuti all’aumento dei contagi da Covid su tutto il territorio negli ultimi giorni. Un aumento provocato principalmente da focolai familiari scoppiati durante le festività. Fino al 24 gennaio, quindi, rimarranno aperte in presenza solo le scuole materne, elementari e medie, mentre alle superiori le lezioni proseguono al 100 per cento con la didattica a distanza.
L’aumento dei contagi, con gli esperti che prevedono un possibile innalzamento della curva epidemiologica anche nei prossimi giorni, richiede ora «la massima precauzione», spiega la Regione. Terza ondata che, secondo l’Ausl di Reggio Emilia, nel nostro territorio è già realtà. L’obiettivo della giunta Bonaccini è «tutelare la salute pubblica – spiegano da Bologna – ed evitare una terza ondata» diffusa che porterebbe «di nuovo a chiusure generalizzate nel nostro Paese, come sta già avvenendo in altri Stati europei».
La situazione pandemica certo non migliora in Emilia- Romagna e nel Paese – afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – come dimostrano i nuovi dati contenuti nel report settimanale dell’Istituto superiore di sanità e della cabina di regìa, che portano la nostra regione a entrare in fascia di rischio arancione da domenica. E rimangono troppe incertezze rispetto alla possibile evoluzione in un contesto europeo fortemente critico verso il quale anche l’Italia potrebbe tendere in assenza di ulteriori misure restrittive, come ha ribadito ancora l’Iss dopo valutazioni analoghe fatte già nei giorni scorsi dal ministro della Salute nel confronto con le Regioni. La curva epidemiologica sale e con essa anche il livello di saturazione dei reparti di terapia intensiva».
Secondo l’assessore «oltre alla campagna vaccinale bisogna promuovere ogni sforzo per abbassare il numero dei contagi. Solo nei prossimi giorni, con la verifica dell’impatto delle misure adottate durante le festività, avremo un quadro più chiaro e potranno essere prese ulteriori decisioni. Ora è necessario applicare il principio della massima prudenza e precauzione, lo stesso scelto dalle Regioni in procinto di entrare in fascia arancione e da numerose altre anche se in fascia gialla».
È stato fatto «tutto quello che serviva per riaprire le scuole superiori in presenza – sottolinea l’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni – grazie a uno straordinario lavoro di squadra insieme a prefetture e ufficio scolastico regionale, agli enti locali e alle aziende di trasporto pubblico locale, nonché con le organizzazioni sindacali. Con orari d’ingresso differenziati lì dove serviva e trasporti potenziati. Un piano regionale per la riapertura che abbiamo presentato già prima delle festività, in un quadro generale che purtroppo è cambiato e che, sulla base delle valutazioni epidemiologiche fatte dalle sanità nazionale e regionale, potrebbe peggiorare. Un piano che resta valido, e che siamo pronti a utilizzare per riaprire non appena si potrà».
La giunta regionale, guidata da Bonaccini ha inoltre convenuto sul fatto che tutto il personale della scuola, docente e no, debba rientrare al più presto nella campagna vaccinale anti-Covid ricevendo la somministrazione delle dosi necessarie subito con l’avvio della fase che segue l’attuale, riservata al personale sanitario e a operatori e degenti delle Cra, proprio per garantire le condizioni di massima sicurezza possibile. —
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