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Sant’ilario 

«Tari ferma ma in futuro aumenterà»

Da. Al.

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SANT'ILARIO. «L’ennesimo aumento della tariffa rifiuti per l’anno 2020 viene congelato grazie ai fondi messi a disposizione dallo Stato. Sarà il Comune a farsi carico di un aumento di 85.685 euro, pari al 4,32%, utilizzando i fondi statali stanziati per fare fronte alle conseguenze dell’epidemia di Coronavirus. Si conferma un meccanismo infernale che vede un continuo aumento dei costi e delle tariffe per le famiglie e le attività economiche, di gran lunga superiore al tasso di inflazione».

Così interviene Alternativa Civica. Per l’opposizione, l’aumento dei costi del 4,32% del 2020 è stato congelato per un anno, ma sarà parte integrante della base dei costi per determinare le tariffe del 2021 e degli anni successivi. «I costi per il Comune di Sant’Ilario nel 2021 partiranno da una base di circa 2.091.000 euro con una voce tra le maggiori del Comune – annuncia –. I costi aumentano sempre e verranno integralmente spalmati sui prossimi anni». Secondo la relazione della Agenzia Regionale, a carico dei Comuni della Provincia sono stati conteggiati infatti oltre 10.000.000 di euro per partite pregresse a favore di Iren, che saranno rateizzati in sei anni a partire principalmente dal 2020. Tra queste partite figura anche uno sconto di 3.000.000 di euro del 2016 che doveva essere coperto da contributi regionali. «A questi importi che pagano le famiglie e le imprese – attaccano – si sommano i famigerati costi di capping, ossia i costi di smaltimento negli impianti individuati dal piano rifiuti, derivanti dalla differenza tra i costi reali di smaltimento e quelli calmierati dall’agenzia. Questa differenza si accumula ogni anno e per il 2020 questo costo che sarà imputato sui piani del 2021, sarà di quasi 6.000.000 di euro a favore di Iren».

Per il gruppo santiliarese ci troviamo avanti al una crescita incontrollata dei costi, così Iren aumenta gli utili e i Comuni hanno maggiori dividendi: chi paga sempre di più sono le famiglie e le attività economiche. «Siamo di fronte a un meccanismo che apparentemente va bene anche ai Comuni – conclude il gruppo Alternativa Civica – ma i costi sui rifiuti sono diventati socialmente insostenibili ed è urgente che si apra un dibattito pubblico e serio. È nell’interesse delle famiglie e anche dei Comuni che non pensino ad un sistema come un buco nero che attrae e consuma sempre più ricchezza sociale. Le alternative esistono e dobbiamo iniziare a discuterne». —

Da. Al.

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