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guastalla, infortuni sul lavoro 

«Troppe morti per cadute, serve più sicurezza»

«Troppe morti per cadute, serve più sicurezza»

Chiatto (Cisl) dopo la tragedia avvenuta a San Giacomo: «I decessi per traumi di questo tipo sono il 33 per cento»

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guastalla. «Un grandissimo dolore, per il quale esprimiamo vicinanza alla famiglia, e la consapevolezza che dobbiamo fare qualcosa di diverso e più incisivo». Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale, interviene dopo il primo infortunio mortale dell’anno, nel quale è rimasto vittima Demetrio Zannella, un artigiano 50enne, di Sorbara, nel Modenese, che stava lavorando sul tetto di un capannone di via Remo Salati a San Giacomo di Guastalla, destinato a diventare un nuovo stabilimento della Padana Tubi. Zannella è precipitato da un’altezza di dieci metri.

«Sono tre gli infortuni mortali a Reggio Emilia in meno di un anno per cadute dall’alto – prosegue il segretario Cisl – e questo, indipendentemente che si tratti di lavoro dipendente o professionale, ci deve interrogare su cosa non funziona nella sicurezza». Una tragedia simile, infatti, era accaduta nello scorso mese di ottobre a Poviglio. Anche in quel caso si era trattato di una caduta dall’alto. La vittima si chiamava Mario Ferrari, elettricista di 62 anni. L’infortunio era avvenuto il 14 ottobre in un cantiere di via Montessori, dove era in corso di realizzazione un capannone.

«Premesso che per accertare le cause dell’accaduto nell’ultimo caso abbiamo piena fiducia nell’operato dell’inchiesta della Procura – continua Chiatto – credo che dovremo affiancare il tema della formazione a quello di un cambiamento culturale sull’utilizzo dei sistemi di sicurezza. Questo cambiamento dovrà interessare tutto il mondo del lavoro, privati compresi: la vita è un dono assoluto che dobbiamo salvaguardare ad ogni costo. È quindi necessario rafforzare il sistema dei controlli sia da parte degli enti ispettivi che dai committenti che affidano i lavori in appalto all’interno delle loro attività produttive».

Anche secondo le statistiche il numero di infortuni, gravi o gravissimi, per traumi da cadute, si attesta al secondo posto assoluto.

«Analizzando le lesioni mortali, ben 497 quelle accadute nel periodo 2005 – 2017 – sottolinea il sindacalista – escludendo lo schiacciamento, che rappresenta la prima causa dei morti sul lavoro, sono il 33% i decessi da fratture, la maggior parte dei quali da trauma cranico per cadute spesso dall’alto. È giunto il momento – conclude Chiatto – di dare una svolta a questi infortuni fotocopia che, in un decennio, possono consentirci di salvare 150 persone in regione». —

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