Gazzetta di Reggio

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Il presidente della Millefiori: «Siamo sempre stati corretti. Solo insinuazioni. Ora basta»

Miriam Figliuolo
La casa per anziani Millefiori a Novellara
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La casa per anziani Millefiori a Novellara

Novellara, Dario Folloni sulla gestione del focolaio Covid: «Facciamo volentieri a meno dell’aiuto offerto dalla consigliera Fantinati»

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NOVELLARA. È molto amareggiato e minaccia querele il presidente dell’Asl “Millefiori”, Dario Folloni. «Sono amareggiato prima di tutto per i decessi, che sono tanti e sono un vero colpo allo stomaco. In secondo luogo per quanto sta accadendo in questi giorni con veri e propri processi politici, come quello messo in atto dalla consigliera Cristina Fantinati. E non da ultimo per la visibilità mediatica data alla nostra situazione che nessun’altra struttura ha avuto finora».

Il focolaio. L’Asp “Millefiori” da inizio novembre è alle prese con un focolaio di Covid nella casa di riposo che ha avuto terribili conseguenze: venti i decessi finora tra i 54 ospiti contagiati (gli utenti sono una sessantina) e almeno 24 gli operatori risultati positivi. E mentre operatori e sanitari fronteggiano questa tragica emergenza cresce la discussione relativa alla sua gestione, fino all’ultima forte presa di posizione dell’opposizione in consiglio comunale che annuncia battaglia con un’interrogazione il cui testo è stato depositato ieri.

Terreno di scontro. Non è certo questa la prima volta che la Millefiori – nel 2018 trasformata in Asp con non poche resistenze da parte di lavoratori e sindacati e polemiche politiche – è al centro di confronti accesi all’interno del consiglio comunale. Una commissione consiliare sul tema è già fissata per il 14 gennaio prossimo: si terrà in forma online alle 19 e sarà aperta a tutti. «La consigliera Fantinati avrà tutte le risposte alle sue domande in sede di commissione consiliare il 14 gennaio prossimo – precisa Folloni –. Abbiamo già fatto una relazione puntuale al sindaco, con il quale io e il direttore Elisa Paterlini, siamo in costante contatto. Anche noi saremo presenti alla seduta? Certamente».

Qualche risposta alle domande di Fantinati intanto arriva: «Sui dispositivi di protezione confermo l’acquisto nel 2020 di 8.750 mascherine chirurgiche e 4.720 Ffp2. Ma avevamo un’abbondante scorta sia di mascherine che di termo scanner, che ci sono stati donati da un’azienda. In quanto alle firme a ogni consegna dei dispositivi ai vari cambi, in piena emergenza abbiamo valutato di non farle, anche per il rischio insito nel maneggiare fogli e biro, che possono essere veicolo di contagio». A rimarcare quanto detto arriva poi dall’Asp anche una nota dello stesso Folloni. «L’azienda speciale “I Millefiori” respinge le accuse sulla presunta insufficienza di mascherine e gel disinfettanti, di cui fin dall’inizio della pandemia ha provveduto a fare scorte adeguate, rispettando le indicazioni che l’Ausl ha diramato a tutte le strutture. Analogo discorso riguarda la formazione del personale. I dispositivi di protezione individuale all’interno della struttura ci sono sempre stati, anche prima del 2020, per cui non si è dovuto procedere ad un “accaparramento” iniziale di tali dispositivi, in quanto ne eravamo già provvisti».

«Il consiglio di amministrazione dell’azienda e la sua direzione, ritengono di aver operato, da sempre, con la dovuta attenzione e puntualità nei confronti del personale – afferma quindi la nota – e, soprattutto, degli anziani che abbiamo ospitato e che tutt’ora ospitiamo, come del resto ci hanno sempre riconosciuto per primi i famigliari e, in seguito, il personale dell’Ausl».

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Replica a fantinati. Durissime le parole riservate a Fantinati: «Non conoscendo le modalità gestionali di una casa protetta, ben differente da quelle di un’azienda tradizionale, fa insinuazioni che denotano superficialità e mancanza di preparazione sull’argomento, traendo conclusioni errate senza attendere il confronto nella commissione già programmata da tempo e che si terrà tra pochi giorni, dove avrebbe avuto tutte le delucidazioni sugli argomenti a Lei non chiari. Di più, la consigliera Fantinati è stata invitata da me, durante un incontro web, negli uffici dei Millefiori per prendere visione del materiale richiesto e che le abbiamo messo a disposizione». Ma «a tutt’oggi, non abbiamo mai avuto il piacere di vederla in struttura né di scambiare qualche parola con lei».

E ancora: «Fantinati sollecita “le istituzioni a unirsi e impegnarsi nell’intento di supportare il Millefiori a superare questa tragica situazione e a monitorare e migliorare l’organizzazione e le procedure per la lotta al Covid19”. Del tipo di aiuto fino ad ora messo in campo da lei ne facciamo volentieri a meno». «Non siamo animati da spirito di ritorsione ma, sia chiaro a tutti, non siamo disponibili a tollerare ulteriori attacchi. Il proseguire delle accuse false e ingiuriose veicolate con qualsiasi mezzo, ci vedrà costretti a rivolgerci alle istituzioni opportune».

 

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