Un intero paese e l’azienda Daikin in lutto «Antonio era una persona speciale»
Il ricordo dei colleghi e degli amici di Fumarola, morto nell’incidente in via Cattanea, per 15 anni direttore del Bingo 2 stelle
REGGIOLO. Non sono ancora stati fissati i funerali di Antonio Fumarola, 52 anni, morto nell’incidente di venerdì sera in via Cattanea. Era l’ex direttore della sala “Bingo 2 Stelle” di Reggiolo e dipendente, da 5 anni, della Zanotti-Daikin di Polesine di Pegognaga, azienda di refrigerazione mantovana, in cui ricopriva il ruolo di responsabile della qualità. La salma è tutt’ora custodita nel cimitero di Coviolo a disposizione del magistrato che sta seguendo il caso.
Sono tre i paesi in lutto – Suzzara, Reggiolo e Pegognaga – e due i lutti alla “Zanotti” perché i colleghi di lavoro, oltre a piangere la scomparsa di Mario Zanotti, 89 anni, che nel 1962 ha fondato l’azienda, ora piangono anche uno stimatissimo e apprezzato collega. Simona Balboni delle Rsu Zanotti-Daikin è rimasta incredula, come tutti i suoi colleghi, alla notizia della morte di Antonio Fumarola. È rimasta fino alle 3 di ieri notte a telefonare e a ricevere telefonate perché nessuno si capacitava di quella terribile notizia.
Ieri sulla pagina Facebook di “Sei di Reggiolo se”, Renzo Crema del ristorante “Due Stelle” e dell’omonima sala bingo ha ricordato così il suo ex dipendente: «Ci stringiamo al dolore della famiglia Fumarola e alla sua compagna Elena, per la perdita di Antonio Fumarola, che è stato il direttore della nostra azienda “Bingo Due Stelle"”, alla quale ha dedicato con passione e competenza i primi 15 anni di attività. Lo ricordiamo con affetto e porgiamo le più sentite condoglianze». E Crema, contattato telefonicamente, ha aggiunto: «Era una persona solare, sempre disponibile. Ha sempre conservato buoni rapporti con i colleghi e con la clientela».
Un’amica di famiglia, che in queste ore è molto vicina a Elena Lillo, compagna di Antonio Fumarola, cercando di consolare la sua grave perdita racconta: «Avevo 22 anni quando ho iniziato a lavorare alla sala bingo. Attualmente sono in cassa integrazione a causa dell’emergenza sanitaria. Antonio per noi è stata una persona spettacolare. Ci ha accolto a braccia aperte. Se avevamo un problema ci ascoltava e ci aiutava sempre. Non ci ha mai messo uno contro l'altro». «Un direttore così non esiste – ha detto ancora Susi – Elena? È distrutta. Tra me e lei non abbiamo più lacrime. Non ha nemmeno la forza di parlare. Elena ha conosciuto Antonio 10 anni fa. Lei aveva un figlio di 3 anni che oggi ne ha 13 e che Antonio ha cresciuto come fosse stato il suo vero padre».
Elena Lillo lavora come educatrice in una scuola materna. Ieri sono arrivati a Reggiolo anche i tre figli di Antonio Fumarola, Denise, la maggiore, che l’anno scorso lo aveva fatto diventare nonno, Silvia ed Emanuele che risiedono a Lecce, città d’origine del padre.
Straziante il ricordo degli amici Mauro, Giuseppe, Raffaele, Massimo, Vincenzo, Davide, Mirco, Jessica e Vito: «Antonio era una persona di grande volontà, altruismo, sempre pronta a mettersi in gioco, una di quelle persone che non giudicava mai. Sempre solare, con il sorriso stampato in faccia e serio nei momenti che lo richiedevano. Un amico di cui tutti avrebbero bisogno, era la mano che ti picchiava sulla spalla e ti diceva “fregatene, continua per la tua strada, se fai uno sbaglio potrai sempre rimediare”. Antonio aveva tanta voglia di vivere e questo lo dimostrava con i suoi gesti quotidiani. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzare le sue qualità e siamo sicuri che tutto questo non svanirà. Non ci sono parole per esprimere quanto siamo addolorati, ma il dolore che proviamo in questo momento per la sua scomparsa improvvisa si tramuterà in gioia per il suo ricordo, che rimarrà forte in noi». «Non bastano parole e lacrime per descrivere quello che Antonio ha lasciato in ognuno di noi: è stato amico, fratello e collega. Adesso siamo noi che in silenzio picchiamo sulla sua spalla e gli diciamo “ora vai per la tua strada” fai buon viaggio. Ci mancherai molto ma sarai sempre con noi» concludono.
Questo il ricordo dei colleghi dell’azienda Zanotti-Daikin: «Antonio ha iniziato a lavorare in Zanotti provenendo da un’esperienza completamente diversa. Nonostante questo si è subito adattato alla nuova realtà lavorativa impegnandosi per dare tutto il suo supporto all’azienda e ai colleghi. Grazie alle sue capacità di programmatore aveva contribuito a strutturare alcune attività all’interno del dipartimento. Qualità apprezzate tanto da diventarne un punto di riferimento. Ha saputo creare rapporti di sincera collaborazione sia coi colleghi sia con i fornitori con i quali doveva affrontare quotidiamente problematiche tecniche». «Lascia un vuoto, ma anche il ricordo di una persona onesta, trasparente, precisa, puntuale e sempre sorridente. Un lavoratore sempre pronto a dare il massimo e disponibile ad aiutare chi era in difficoltà; portava avanti le sue idee pur restando umile mettendo sempre al primo posto comunque il bene dell’azienda» concludono dall’azienda dove la vittima lavorava. —
Mauro Pinotti
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