Gazzetta di Reggio

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la protesta DEGLI AMBIENTALISTI REGGIANI 

«Una speculazione edilizia Scriveremo anche al papa»

Martina Riccò
«Una speculazione edilizia Scriveremo anche al papa»

Ieri la manifestazione davanti al vescovado organizzata da Extinction Rebellion Giuli: «Immorale che la Chiesa partecipi all’urbanizzazione dietro Le Querce»

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Martina Riccò

REGGIO EMILIA. «È immorale che la Curia partecipi alla speculazione edilizia dietro il Conad Le Querce, e per questo motivo scriveremo a papa Francesco».

Giulio Giuli ha appena finito di parlare al microfono sotto la statua del Crostolo, in piazza Prampolini, davanti a qualche decina di persone. Il presidio è stato organizzato dal movimento Extinction Rebellion di Reggio Emilia – che per simbolo ha una clessidra vuota: “Il tempo è scaduto” – di cui lui fa parte. Nonostante il Covid, gli ambientalisti reggiani hanno deciso di trovarsi davanti a vescovado (tutti indossano la mascherina e il microfono viene igienizzato dopo ogni utilizzo) e in effetti sono parecchi i cittadini che decidono di interrompere la “vasca” del sabato per ascoltare le loro parole. Su una bacheca sono esposti gli articoli di giornale che parlano del piano urbanistico che riguarda l’area dietro il Conad Le Querce, con i commenti delle associazioni che, ieri mattina, erano in piazza al fianco di Extinction Rebellion: Reggio Città Aperta, Cittadini per viale Umberto I, Reggio Emilia Comune (Rec), Comitati ambiente e salute Reggio Emilia, Potere al popolo, “Tempi, orari e mobilità”. «L’obiettivo di questo presidio – spiega Giuli – è fare pressioni sulla Curia perché blocchi l’urbanizzazione di questi 150mila metri quadri, 50 biolche per dirla alla reggiana, che verranno riempiti da edifici, parcheggi scambiatori, strade, ipermercati nell’area a sud del Conad Le Querce e compresa tra via Francia, via Fratelli Rosselli e via Inghilterra. Tutto questo in una città che ormai è completamente soffocata dal cemento e dalle costruzioni, a volte neanche utilizzate».

A Reggio, sottolineano gli ambientalisti nei loro discorsi, «sono quasi 10mila gli appartamenti vuoti, la maggioranza dei quali non sono mai stati abitati. E ci sono tantissimi edifici pubblici dismessi da decenni che potrebbero essere utilizzati e molto utili, eppure si continua a costruire».

Il motivo per cui Extinction Rebellion si rivolge alla Curia è duplice: «Da una parte – spiega Giuli – il Comune, a cui noi ci siamo rivolti in prima istanza, ha detto di non avere voce in capitolo, mentre invece otterrà l’area per costruire il parcheggio scambiatore e quindi effettivamente, anche se se n’è lavato le mani, è parte in causa».

E poi perché un terzo dell’area è di proprietà della Curia reggiana «che su quei 50mila metri quadrati costruirà direttamente», spiega Giuli.

«Noi non siamo contro la Chiesa né contro i credenti – precisa – anche perché all’interno del nostro movimento (nato in Inghilterra nel 2018 e diffusosi in tutto il mondo, ndr) c’è una forte componente cattolica. Ma siamo contro un certo modo di gestire l’economia e crediamo sia immorale che la Chiesa ne faccia parte».

Ecco perché, dopo la manifestazione sotto il vescovado, la protesta finirà sul tavolo di papa Francesco. «Gli scriveremo una lettera – dice Giuli – in cui gli racconteremo cosa sta succedendo a Reggio e cosa abbiamo cercato di fare noi, con tanto di immagini e contributi di questo presidio. Gli chiederemo di intervenire per far rispettare i principi da lui scritti nella enciclica Laudato si’, principi di cura e tutela della nostra casa, cioè la Terra, che a Reggio, con quello che si sta pensando di fare, vengono messi in dubbio». —

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