Vaccinati tutti i nonni della Cra di Boretto «È il giorno più bello»
L’assessora Silvia Saracca ha seguito passo a passo gli ultimi dieci mesi Il sindaco Benassi: «Questo luogo contiene i nostri affetti e la nostra storia»
Boretto. Sono arrivate venerdì mattina le prime dosi di vaccino alla Casa residenza anziani “Vecchi e Guidotti” di Boretto. Il primo ospite a essere vaccinato è stato Mario Alberici, 85 anni. Oltre il 90 per cento degli ospiti della struttura ha aderito alla vaccinazione, poi è stato il turno di operatori e personale sanitario. In poche ore sono stati somministrati quasi 60 vaccini. La seconda dose verrà somministrata tra una ventina di giorni.
«Questo – afferma il sindaco Matteo Benassi – è un giorno importante. La nostra casa protetta è quanto di più prezioso abbiamo nel nostro paese. Contiene la nostra storia, le nostre tradizioni, i nostri affetti. Eravamo abituati a celebrare insieme le feste, le ricorrenze, i compleanni. Tutto questo ci manca perché era un vivere insieme, una casa dentro al paese, ma sempre aperta al paese. Voglio ringraziare operatori, personale sanitario, volontari e ospiti senza dimenticare i familiari, che hanno sofferto in questi mesi per il distacco ma che, con atteggiamento maturo e consapevole, ci hanno aiutato a “tenere”. Doverosi, infine, due ringraziamenti: alla direzione sanitaria, in particolare alla dottoressa Lucia Monici, direttrice del distretto sanitario di Guastalla, e a colei che io definisco l’angelo custode della nostra casa protetta, l’assessora Silvia Saracca. In questi mesi Silvia ha sofferto, lavorato, interagito, credo anche pregato, per arrivare al risultato di oggi».
Ad attendere gli operatori dell’équipe vaccinale, insieme al personale di Aurora Domus, era presente proprio l’assessora Saracca. «Sembra passata un’eternità da quando – commenta – le nostre vite hanno iniziato a cambiare a causa del Covid-19. In realtà è passato meno di un anno e in pochi mesi è pronto un vaccino. Questo deve farci riflettere su quanto sia stata preziosa e fondamentale la ricerca medico-scientifica e quanto sia doveroso sostenerla e finanziarla. La disponibilità di un vaccino contro un virus così contagioso è un’opportunità che abbiamo il dovere di cogliere per proteggere la nostra salute e quella delle persone più fragili». —
Andrea Vaccari
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