Baraccopoli e discariche a cielo aperto vicino a Tecnopolo e Centro Malaguzzi
Il degrado urbano di viale Ramazzini raccontato da Davide Curti attraverso fotografie scattate sabato che parlano da sole
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Miseria, povertà, degrado sociale, abbandono. Tutto a pochi passi dal centro storico di Reggio, vicino alla stazione ferroviaria storica.
Le immagini scattate da Davide Curti, inviate alla nostra redazione, sono relative a viale Ramazzini, dove sorgono anche il Centro internazionale Loris Malaguzzi e il Tecnopolo. Fotografie che ci raccontano la miseria e la nobiltà di Reggio.
Istantanee che testimoniano come l’area che ospitava la sede del Cepam sia diventata in poco tempo una permanente discarica a cielo aperto. «A pochi passi da piazzale Europa è stata costruita una baracca di fortuna e parcheggiato anche un camper in cui vive una persona» racconta Curti, sottolineando che «si tratta di un terreno ben visibile dalla strada», difficile da ignorare.
Un’area in cui si può trovare qualsiasi cosa buttata a terra. Sembra una borgata di periferia di un film neorealista.
Ci si trova di tutto. Da water e sanitari divelti, a caloriferi in ghisa, a cerchioni da biciclette, a bidoni, stracci, reti, materassi e pallet.
Viale Ramazzini, nonostante i proclami e i progetti di rilancio promessi dell’amministrazione comunale di Reggio, in attesa di interventi che possano essere risolutori, continua a essere una cesura, una sorta di confine tra la città e via Adua, tra la civiltà e l’orrore. Una terra di nessuno come testimoniano le fotografie di Curti, che non è nuovo a utilizzare la macchina fotografica come un randello per denunciare il degrado urbano della nostra città.
Tanto da collaborare anche con un’emittente televisiva di Modena ed essere attivo sui social con una propria pagina Facebook in cui posta i risultati delle sue spedizioni in città alla ricerca di situazioni di abbandono e disagio urbano.
Metalmeccanico di professione e un passato recente da militante della Lega, per la quale è stato candidato per sala Tricolore sia nel 2014 sia nel 2019, Curti ha lasciato la politica attiva e ha deciso di occuparsi quasi a tempo pieno di degrado urbano.
Perché, spiega, «è ormai da dieci anni che faccio foto e filmati e la situazione che vedo intorno a me peggiora ogni giorno. Nell’area ex Cepam di viale Ramazzini ci sono anche bombole a gas e un camper, ma nessuno si è mai sognato di intervenire per ripulire. Sabato sono stato anche a fare delle fotografie alle ex Reggiane e la situazione non è diversa. Mi piange il cuore ogni volta che ci torno, sarà perché ci ho lavorato alle Reggiane, ma la situazione peggiora».
E proprio l’area delle Reggiane e di viale Ramazzini restano una ferita per Reggio. Un problema che pare nessuna sappia come risolvere. Le foto di Curti non sono artistiche o ricercate ma si limitano a documentare la realtà che è sotto gli occhi di tutti. Anche di chi non vuole o fa finta di non vedere. E non ha dovuto faticare troppo per scovare questa discarica a cielo aperto che dista poche centinaia di metri da alcune eccellenze di Reggio: il Centro internazionale Malaguzzi e il Tecnopolo. —
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