Gazzetta di Reggio

Reggio

Dall’Artico al Mali: alla Pietra al via il Pangea Photo Festival

Una delle foto del progetto fotografico "Artic: new frontier" di Yeri Kozyrev e Kadir van Lohuizen
◗
Una delle foto del progetto fotografico "Artic: new frontier" di Yeri Kozyrev e Kadir van Lohuizen

Castelnovo Monti, la prima mostra, all’aperto e gratis, è quella dei fotografi Van Lohuizen e Kozyrev. Spadaccini: «Abbiamo voluto dare un segnale forte: la cultura non si ferma» 

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO MONTI. È installata e visitabile la prima mostra del Pangea Photo Festival, prima edizione del festival internazionale di fotografia ideato e organizzato da un gruppo informale di giovani abitanti dell’Appennino reggiano assieme all’assessorato alla Cultura di Castelnovo Monti, cofinanziato dal bando Shaping Fair Cities della Regione per la diffusione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 dell’Onu.

Nel progetto fotografico “Arctic: new frontier” Kadir Van Lohuizen e Yuri Kozyrev, fotografi vincitori del premio Carmignac, mostrano lo scioglimento dei ghiacci, i cambiamenti nella vita quotidiana delle popolazioni e l’aumento delle attività militari nella regione. Da marzo a settembre del 2018 Van Lohuizen e Kozyrev hanno percorso più di 15mila chilometri per raccontare i cambiamenti climatici nel circolo polare artico. Il loro viaggio rappresenta la documentazione più completa sulle condizioni attuali nell’Artico.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.39760789:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.39760789:1649784914/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

I due fotoreporter hanno lavorato contemporaneamente nell’area artica del pianeta, sotto la guida di Jean Jouzel, climatologo, vincitore del Vetlesen Award 2012 e co-vincitore del Nobel Peace Award 2007 come direttore dell’Ipcc. Le loro immagini sono allestite fino al 28 febbraio all’aperto, alla Pietra di Bismantova, sui muri in sasso che da piazzale Dante conducono verso l’eremo. La visita è ovviamente gratuita.

Si tratta di fotografie che testimoniano non solo gli effetti dello scioglimento delle calotte polari, ma anche lo stato di salute delle popolazioni residenti nelle zone artiche. Kozyrev, ad esempio, ha costeggiato la costa del Mare di Barents e ha viaggiato a bordo del Montchegorsk, prima nave portacontainer ad utilizzare la rotta del Mare del Nord; nel corso del suo itinerario ha incontrato persone che si sono ammalate a causa dall’estrazione di nichel. Van Lohuizen ha iniziato il suo viaggio sull’isola norvegese di Spitzberg, nell’arcipelago delle Svalbard; successivamente, in Groenlandia, ha incontrato scienziati che da poco hanno scoperto l’esistenza di fiumi ghiacciati sotto la calotta di ghiaccio. Ha inoltre raggiunto, tra le altre tappe, il villaggio di Kivalina, sulla punta settentrionale dell’Alaska, che secondo le attuali previsioni scomparirà sott’acqua entro il 2025.

Sul Pangea Photo Festival, afferma Erica Spadaccini, presidentessa della Commissione comunale Scuola e Cultura, che ha seguito il progetto: «Ci stiamo lavorando da più di un anno, perché ci abbiamo creduto fin dall’inizio. Non abbiamo voluto mollare, nonostante il periodo di grande incertezza, anche per dare un segnale forte: nonostante tutto, la cultura non si ferma, nemmeno in un piccolo paese dell’Appennino reggiano. In questi ultimi mesi abbiamo dovuto reinventare il classico modo di fruire un festival fotografico; c’è voluto molto impegno e tanta energia, è stata una grande sfida, ma ce l’abbiamo fatta. Di questo ringrazio soprattutto i ragazzi che non si sono mai tirati indietro e che si sono dimostrati un’inesauribile fucina di idee. Sono state prese in considerazione location e soluzioni cui non si sarebbe mai pensato in condizioni normali e ne siamo rimasti molto soddisfatti. Sono sicura che tutto ciò avrà un grande impatto sul paese e sulla diffusione degli obiettivi dell'agenda 2030, lo scopo principale di questo festival».

Pangea Photo Festival ospiterà diverse mostre di fotografi nazionali e internazionali che affrontano grandi tematiche dell’attualità globale, come cambiamento climatico, conflitti, migrazioni, relazione uomo-natura e uomo-potere. Attraverso le loro immagini, si accenderanno domande su come questi temi impattino sulle comunità locali e sulla vita di ciascuno di noi. Tra le mostre in programma rientrano un ulteriore progetto dell’agenzia Noor, della fotografa Tanya Habjouqa, “Occupied Pleasures”, che narra la quotidianità nei territori palestinesi. Il cortile esterno della biblioteca, Corte Campanini, ospiterà già dai prossimi giorni la mostra di Luca Locatelli “Hunger Solutions”, che racconta di pratiche agricole innovative e soluzioni per ridurre il problema della fame nel mondo.

In programma anche allestimenti di “Human Nature // Frontcountry” del fotografo americano Lucas Foglia; la mostra di Piergiorgio Casotti “Sometimes I cannot smile” e “Fulani”, l’indagine fotogiornalistica di Michele Cattani, che ritrae la complessa società del Mali affiancata al progetto di arte partecipata “MigrArt” condotto da Tommaso Sandri a Bamako.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google