Favoreggiamento, Sisti assolto Per il giudice è una «comica»
BOLOGNA. Cita Dostoevsky. E non esita a definire «comica» una delle spiegazioni con cui Ugo Sisti, ex procuratore di Bologna e successivamente capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap), venne assolto dall’accusa di favoreggiamento di Paolo Bellini, all’epoca della latitanza con il falso nome di Roberto Da Silva. È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza che ha condannato all’ergastolo l’ex Nar, Gilberto Cavallini, depositata il 7 gennaio scorso dal presidente della Corte di assise di Bologna, Michele Leoni. Un capitolo della sentenza è dedicato al rapporto fra Aldo Bellini, padre di Paolo, e l’ex procuratore bolognese, trovato insolitamente senza scorta nell’albergo dei Bellini alla Mucciatella all’indomani della strage, durante una perquisizione, e protagonista di altri episodi al fianco della Primula Nera, all’epoca latitante ma piloti d’aereo con la falsa identità brasiliana.
Sisti venne assolto a Firenze in primo grado per insufficienza di prove e in secondo grado perché il fatto non sussiste. Ma il presidente della corte d’Assise di Bologna non manca di rilevare come da un’ottica «riduzionista» si sia passati a una «azzerante», criticando apertamente l’operato dei magistrati dell’epoca, anche in relazione a numerosi incontri avvenuti fra Sisti e Aldo Bellini. Per Leoni, si tratta di episodi nei quali Sisti consumava «ripetutamente il reato di rivelazione d’ufficio», diventati elementi a favore dell’ex procuratore nelle carte che all’epoca ne hanno decretato il proscioglimento.
Confidenze che il presidente della Corte d’Appello di Bologna non esita a definire «complicità», arrivando a domandarsi come mai i giudici non si fossero posti alcuni quesiti: «È possibile che il Sisti fosse così “sconsiderato” da dare al Bellini notizie su fascicoli riservati, in fase di indagine? È possibile che il Sisti fosse così “sconsiderato” da frequentare un esponente dell’ultradestra, e continuare a farlo dopo un atto terroristico di quelle dimensioni?». Sempre a Sisti, nelle motivazioni della sentenza Cavallini sono indirizzati pesanti sospetti su depistaggi attraverso il Sismi, confenzionando una pista francese alternativa quando non era già a capo della Procura di Bologna e stilando una «“ipotesi di lavoro” somministrata sottobanco ai Servizi Piduisti», che per Leoni fu «un vero e proprio alert mosso ai servizi da parte di un uomo che aveva a che fare con la famiglia Bellini». Da capo del Dap, infine, Leoni ricorda il discusso caso Cirillo e la scia di sangue fra terroristi neri nelle carceri italiane dopo una serie di trasferimenti di detenuti. —
E.Spa.
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