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l’allarme DI LICOM 

«Priorità alla salute ma interi settori non sopravviveranno»

«Priorità alla salute ma interi settori non sopravviveranno»

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REGGIO EMILIA. «La salute è il bene più prezioso, certo, ma di questo passo interi settori economici non reggeranno alla pandemia. Bar e ristoranti in primis».

Daniele Casolari, segretario Licom (l’acronimo significa “Libero commercio” e si riferisce agli esercenti aderenti a Lapam) è amareggiato: «Nel settore – spiega – regna la disperazione. Ci sono decine di paesi della nostra provincia che resteranno senza più un bar o un ristorante aperto quando tutto questo finirà».

Un settore che a Reggio Emilia comprende agriturismi, cibo da asporto, mense, catering, bar, pasticcerie, gelaterie e ristorazione ambulante, e che conta (i dati sono aggiornati al 30 novembre 2020) 2.652 imprese, il 5,5% delle 48.539 imprese totali attive in provincia, con circa 20mila addetti.

Imprese che però sono troppo provate dalla situazione attuale e che hanno come prospettiva la chiusura.

«Tanti, troppi, ci raccontano che non vale nemmeno la pena tenere aperti per l’asporto – rivela Casolari – ma poi che asporto può fare un ristorante di un piccolo paese, di un comune sotto i 5mila abitanti ad esempio? Ci sono aree periferiche, pensiamo all’Appennino ma non solo, che si troveranno desertificate».

Quello che serve è una riflessione seria che parta dalla programmazione: «I decreti – dice Casolari – cambiano le regole dalla sera alla mattina, serve una visione chiara che faccia capire cosa è possibile fare e quandoNon dimentichiamo che moltissimi imprenditori hanno sostenuto spese anche cospicue per garantire la sicurezza all’interno dei propri locali, non sarebbe opportuno fare i controlli puntuali e lasciare lavorare chi garantisce il rispetto delle norme?».

Poi Casolari aggiunge il tema dei rimborsi: «Il criterio dei contributi a pioggia prendendo come criterio i codici Ateco non funziona, è necessario che gli aiuti arrivino a ne chi ha effettivamente bisogno. Ad esempio la filiera della ristorazione e il comparto delle cerimonie hanno ricevuto pochissimo, a fronte di cali di fatturato spaventosi». —

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