Rissa a colpi di ombrelloni Condannati i quattro rivali
Nel 2015 la lite partì negli spogliatoi della piscina per trasferirsi poi nel parcheggio Multa di 13.750 euro per i fratelli Vitolo, 4 mesi (pena sospesa) ad altri due amici
Tiziano Soresina
SAN POLO. Anche se maturata in due situazioni giudiziarie differenti, si è ora chiusa con quattro condanne la lite negli spogliatoi della piscina di San Polo che il 28 luglio 2015 si era trasformata in un duello rusticano nel parcheggio, con i pesanti bastoni da ombrelloni usati come mazze per "accarezzare" i nemici.
Delle due focose fazioni che si erano contrapposte quel giorno, le indagini dei carabinieri – coordinate dal pm Giacomo Forte – hanno identificato con certezza quattro persone: i fratelli Ciro e Giuseppe Vitolo (rispettivamente di 36 e 32 anni, originari di Napoli ma residenti nel Parmigiano, a Traversetolo) e due ucraini che vivono a Montecchio (il 31enne Volodymyr Ignatov) e a San Polo (il 34enne Oleksandr Ryslinh).
Nel 2017 sono stati emessi per i quattro imputati di rissa altrettanti decreti penali di condanna, a cui non si sono opposti i due fratelli Vitolo, difesi dall’avvocatessa Alessandra Bonini. Per entrambi una pena pecuniaria di 13.750 euro di multa.
I due ucraini, invece, si sono opposti al decreto penale di condanna e hanno affrontato il relativo processo con rito ordinario. Davanti al giudice Maria La Nave il loro difensore – cioè l’avvocato Costantino Diana, in sostituzione del collega Liborio Cataliotti – ha replicato alle accuse, parlando di aggressione subita dai due amici stranieri, da qui la richiesta d’assoluzione. Mentre la Procura ha chiesto per entrambi la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione. Il giudice ieri è uscito dalla camera di consiglio con una doppia condanna a quattro mesi di reclusione (ma con sospensione condizionale della pena).
Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, lo scontro aveva visto contrapposti due gruppi di ragazzi, entrati in piscina in compagnia per un sabato in tranquillità. Poi, un'incomprensione nello spogliatoio maschile della struttura fra alcuni componenti aveva alzato la tensione e portato all'appuntamento all'aperto, nel parcheggio, per un regolamento di conti davanti agli altri clienti che uscivano, fra cui molte famiglie con bambini che assistevano increduli a botte e mazzate. Già, perché oltre alle mani i duellanti utilizzavano i pesanti bastoni degli ombrelloni per pestare i rivali. —
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