«Sono Sarah, classe 2002 Vaccinarsi oppure no non sia motivo di odio»
bibbiano. Per gli ideali non conta l’età anagrafica. Così Sarah Mazzantini, giovanissima esponente dell’Anpi locale, prendendo spunto dalle recenti dichiarazioni di Liliana Segre, senatrice e superstite dell’Olocausto, a sostegno dell’infermiera dello “Spallanzanti” di Roma minacciata dai no-vax, prende a sua volta posizione con una lettera aperta. «Sono Sarah, classe 2002. Non ci sto a lasciare da sola Liliana Segre, classe 1930, nella battaglia per vaccinarsi. Con questo ponte generazionale, che abbraccia settantadue anni di tempo, mi unisco idealmente per condividere il pensiero che accomuna tutta l’umanità: sconfiggere le malattie. Vaccinarsi o no è una decisione personale – continua la giovane –. Ciononostante, in questo momento ognuno è posto davanti alla propria coscienza, bisogna prendere una decisione che riguardi il bene comune e non gli interessi personali. Comunque, qualunque decisione ognuno prenda, non deve essere oggetto di odio o di diffamazione. E noi giovani dell’Anpi siamo qui presenti per suggellare e farci garanti di questa amicizia e collaborazione tra generazioni diverse, ma indissolubilmente unite dai comuni ideali sanciti nella Costituzione repubblicana. Solo uniti si può sconfiggere ogni sorta di male. L’Anpi ha avuto nel passato il fulcro della sua storia – conclude – ma è qui nel presente, viva e vegeta, per proiettarsi nel futuro e per questo non conta l’età anagrafica». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google