Gazzetta di Reggio

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Troppo alto il sacrificio dei nostri figli

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Buonasera sindaco, sono un suo concittadino classe ’72 e, come Lei, genitore di un ragazzo nato nel 2004. Purtroppo il problema della chiusura delle scuole superiori mi assilla e ho deciso di rivolgermi a Lei per chiedere aiuto in rappresentanza di tante persone che non condividono la scelta fatta che lascia ai ragazzi solo la Dad. Troppo poco. Il sacrificio che chiediamo a questa generazione 2002-2006 è troppo alto. Questi adolescenti hanno saputo rinunciare a tutto senza proteste: lo sport, le feste, le discoteche, la socialità, la mobilità. Non possiamo continuare a chiedergli di rinunciare anche alla scuola. Per loro la scuola è il futuro. Al 100% delle persone è evidente che la scuola seguita su un video perde gran parte della sua capacità formativa. La lontananza dai banchi crea lacune nelle conoscenze, infonde disagio e paura nei giovani ma soprattutto amplifica le differenze sociali. Mai come durante la pandemia questo divario sociale si sta ampliando, la scuola è il migliore strumento per contrastarlo. Il distanziamento è il metodo più efficace per la lotta al Covid. La chiusura delle scuole è invece il modo più sbagliato che la nostra società ha per affrontare l’emergenza. Una regione ricca e generosa come l’Emilia-Romagna possiede e propone mille altre idee, forze, protocolli, risorse, competenze per lottare contro il contagio. Mi appello a Lei perché si faccia promotore in Regione di tutte le proposte che hanno come obiettivo quello di riportare gli alunni a una frequenza in classe. —

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