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«Sei stato sincero e generoso Una parte di te resterà con noi»

Mauro Pinotti
«Sei stato sincero e generoso Una parte di te resterà con noi»

Commozione per l’addio ad Antonio Fumarola morto in un incidente stradale Sulla bara rose bianche e la maglia delle Juventus. Verrà sepolto nella sua Puglia

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REGGIOLO. Ieri mattina, in un clima surreale, familiari, amici, ex colleghi della sala Bingo “2Stelle” di Reggiolo e colleghi della Zanotti-Daikin di Polesine di Pegognaga (Mantova), hanno dato l’addio ad Antonio Fumarola, 52 anni, morto nel tragico incidente di venerdì 8 gennaio, in via Cattanea, alle porte di Reggiolo. La messa è stata officiata da don Francesco Avanzi. La compagna Elena Lillio e il figlio Eddy, sono rimasti abbracciati per l’intera funzione.

«Tante volte penso che sarebbe meglio rimanere in silenzio. Ci sono le lacrime che parlano. Ci sono le parole umane di consolazione e di vicinanza, ma ci sono soprattutto le parole del Vangelo e del Signore. Anche martedì sera, durante il Santo Rosario, mi veniva da pensare che non può finire così la storia di Antonio, un uomo giovane che aveva tanti sogni e speranze. O questa vita è un inganno e termina così, oppure – ha detto il sacerdote – siamo in questo grande abbraccio di amore del Padre. O andiamo verso il nulla o il Signore che ha creato Antonio, l’ha voluto e l’appartiene grazie al battesimo, oggi lo abbraccia e lo accoglie». «Tutte le piccolezze che portiamo nel cuore che guidano le nostre giornate, i litigi e gli egoismi di fronte a questa bara si dissolvono – ha detto ancora dal pulpito – Rimane soltanto l’amore che ci vogliamo. Dobbiamo aiutarci, essere amici. Il Signore è sempre con noi anche se camminiamo nell’oscurità. La compagna Elena l’altra sera, chiedeva: “Perché?”. Sono parole e domande umanissime che ci vengono in questi momenti. È una domanda che ci sta. Proveremo a parlarne insieme anche se non ci sarà tutta questa risposta perché la nostra ragione si ferma. Ma insieme al “perché” domandiamoci sempre anche “perché viviamo?”. Viviamo bene affinché la nostra vita abbia senso».

gli amici

Al termine della messa due amici e colleghi sono saliti sul pulpito per dedicare un pensiero ad Antonio: «Tu per noi sei un amico, ancora, più che mai oggi che non siamo più insieme, che non risponderai più al telefono, perché una parte di te sarà sempre con noi. Non pensavamo che ci lasciassi così presto. Sei riuscito a unire mantovani, veneti, napoletani e pugliesi. Ci manchi. Antonio ci hai fatto un brutto scherzo, il peggiore. Siamo rimasti soli a guardarci in faccia per farci uscire qualche parola, ma non vogliamo abbatterci. Sei un amico sincero e generoso. Siamo sicuri che da lassù ci guardi e ci sostieni». Poi tra le lacrime l’applauso liberatorio. All’uscita dalla chiesa alcuni amici hanno voluto portare la bara, coperta di rose bianche e la maglietta della Juventus, a braccio sul carro funebre per un ultimo applauso prima della partenza per Cavallino di Lecce, in Puglia, paese d’origine di Antonio Fumarola, dove verrà sepolto. —

Mauro Pinotti

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