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scandiano, il processo 

Spaccio, ora una perizia sulla cocaina sequestrata a casa di un 35enne

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scandiano. Fra due mesi si conoscerà l’esito della perizia tossicologica disposta ieri dal giudice Chiara Alberti su richiesta dell’avvocato difensore Giuseppe Caldarola.

Stiamo parlando del caso dell’albanese 35enne Petrit Piraj, finito nei guai – nel novembre scorso – perché trovato in possesso di un etto di cocaina e settemila euro in contanti. «Il mio assistito ha ammesso in aula di essere tossicodipendente – spiega il difensore – e compra la droga per rivenderla. In questo modo ha i soldi per il consumo personale. La droga che acquista è già tagliata, quindi il principio attivo è sicuramente minore. Per quello – rimarca Caldarola – abbiamo richiesto la perizia tossicologica. Ritengo, infatti , che l’accusa debba essere ridimensionata a fatto lieve».

Il responso del perito arriverà nell’udienza del 13 aprile e avrà un peso non secondario sulla valutazione giudiziaria dello spessore di questa attività di spaccio di stupefacenti. Piraj è agli arresti domiciliari, ma con la possibilità di poter lavorare come lattoniere. Il 21 novembre scorso i carabinieri avevano notato il 35enne all’esterno dell’abitazione. Si stava dirigendo verso il furgone. Fermato e identificato, gli erano stati chiariti i motivi della “visita” e si era dato corso alla perquisizione domiciliare, estesa anche al furgone e a un altro mezzo in suo uso, una Fiat Panda. Addosso all’uomo venivano trovati 6.500 euro in contanti e un iPhone. A casa sotto il letto erano nascosti 8 smartphone, circa 400 euro in contanti ma, un’agenda con nomi e cifre di denaro. Nell’abitacolo Fiat Ducato, nel vano porto oggetti della portiera lato conducente, era stato trovato un involucro con 34 grammi circa di cocaina, mentre nella Panda oltre 60 grammi di coca. —

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