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l’omicidio del natale 2017 

Uccise la sorella, altro “sconto” in Appello

Tiziano Soresina
Uccise la sorella, altro “sconto” in Appello

La Corte d’assise ricalcola il peso delle attenuanti generiche e condanna Franco Govi a 9 anni e 4 mesi di reclusione 

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Tiziano Soresina

bologna. Non accolta la richiesta difensiva di una nuova perizia psichiatrica, mentre viene applicato nella massima estensione lo “sconto” di pena (rispetto al primo grado) legato alla prevalenza delle attenuanti generiche sull’aggravante della parentela. Quattro ore d’udienza – ieri a Bologna in Corte d’assise d’appello – che hanno portato alla ulteriore riduzione della condanna (da 12 anni a 9 anni e 4 mesi di reclusione) per il 74enne Franco Govi che la mattina di Natale di quattro anni fa ha strangolato la sorella Franca in bagno, al culmine di un litigio.

Nel processo di secondo grado – tenutosi con rito abbreviato – gli avvocati difensori Marco Fornaciari e Nico Vaccari hanno evidenziato le lacune della perizia psichiatrica che ha ritenuto Govi capace d’intendere e di volere al momento del delitto, riproponendo la tesi della seminfermità mentale a causa di una ben definita patologia, come sostenuto dal consulente della difesa. Da qui la richiesta di una ulteriore perizia psichiatrica, non concessa però dal collegio giudicante presieduto da Orazio Pescatore.

In aula è presente anche l’imputato che, in silenzio, seguirà l’evolversi dell’udienza al fianco dei suoi due difensori. Dopo circa due anni agli arresti domiciliari in una struttura protetta dell’Ausl, ora Govi è sempre sottoposto alla misura restrittiva ma in un’abitazione in una frazione di Reggio Emilia dove vive solo. «Siamo soddisfatti – dice al termine l’avvocato Fornaciari – perché abbiamo ottenuto la massima riduzione della pena per un omicidio. Certo, il fatto è grave, ma Govi si era subito pentito per quell’azione d’impeto, frutto di una situazione non facile all’interno di quelle quattro mura. Aveva promesso al padre di seguire la sorella e per vent’anni hanno convissuto, il che però aveva creato un coacervo di malattie mentali. Questo ulteriore sconto di pena – conclude Fornaciari – ha un grande valore nell’ottica del recupero del nostro assistito. Verrà comunque fatto il ricorso in Cassazione». Gli fa eco l’altro difensore, cioè il legale Vaccari: «È una pena giusta, visto il contesto in cui è maturato l’omicidio».

A Canali Govi si occupava della pulizia del parcheggio e del cortile, tagliava l’erba e potava le piante, insomma di tutti quei lavoretti che, ogni giorno, erano necessari nel condominio di via Bologna dove con la sorella risiedeva da tempo. Poi quella mattina di Natale che nel 2017 si macchiò di sangue. «Mi stavo facendo la barba mentre lei puliva il bagno, una sua ossessione le pulizie. Abbiamo avuto una discussione, c’è stata una colluttazione, siamo caduti a terra entrambi. Le sono caduto sopra e l’ho strangolata».

È il crudo racconto da cui non si è mai discostato: «Mandate un’ambulanza e un carro funebre in via Bologna. Ho ammazzato mia sorella». —

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