A casa di un’anziana finti tecnici dell’acqua rubano soldi e gioielli
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. «Lei è stata vittima di furti in casa?».
La domanda, posta da un presunto tecnico del servizio idrico, avrebbe dovuto far insospettire la reggiana di 83 anni che lo aveva appena fatto entrare in casa. Invece, purtroppo, la signora si è resa conto solo in seguito che colui che le aveva sollevato quel quesito era, con una certa faccia tosta, proprio un ladro e un truffatore.
L’aspetto inquietante è che, secondo la ricostruzione della polizia di Stato, l’addetto fasullo ha aperto la porta di soppiatto a due complici, che hanno ripulito la camera da letto dell’anziana rubando soldi e monili in oro per un valore di oltre mille euro.
Non si arrestano nella nostra città le truffe agli anziani, che hanno avuto il loro picco durante le festività natalizie e un fisiologico calo nei primi giorni di gennaio.
L’ultimo episodio – emblematico di quanto la prima raccomandazione (“non aprire la porta a nessuno”) delle forze dell’ordine sia fondamentale – risale a mercoledì scorso, in tarda mattinata, quando una pensionata di 83 anni rincasava dopo una seduta dal dentista.
Mentre appoggiava la bicicletta nella rimessa di un condominio nel popoloso quartiere di via Fenulli, la signora ha notato tre giovani che si aggiravano accanto al portoncino d’ingresso.
Uno di questi le ha chiesto se avesse avuto problemi con l’acqua, visto che nelle vie adiacenti erano stati riscontrati problemi con la fornitura idrica: alla risposta negativa, lo sconosciuto ha obiettato che avrebbe dovuto effettuare un controllo all’interno dell’appartamento, se la proprietaria fosse stata d’accordo.
La pensionata ha acconsentito e gli ha aperto la porta, entrando insieme a lui senza perderlo mai di vista. Una volta in casa, però, il giovane ha intessuto un fitto dialogo sul più e sul meno, intrattenendo la signora mentre fingeva di verificare le tubature e i rubinetti. E, sommergendo la signora di chiacchiere stordenti, alla fine le ha domandato se anche lei, come altri residenti del quartiere, fosse stata vittima di furti.
Infine le ha raccomandato di controllare bene il nascondiglio degli oggetti preziosi: cosa che la padrona di casa ha fatto subito, recandosi in camera da letto e lasciando il giovane da solo in cucina. Ovviamente si trattava di tecniche truffaldine ben rodate.
Il finto tecnico è riuscito nel suo intento: prima ha distratto la signora e poi, di nascosto, nei pochi secondi che lei ha trascorso nell’altra stanza, ha fatto entrare i due complici che aspettavano sul pianerottolo il via libera del malvivente apripista.
Grazie all’indicazione precisa di quest’ultimo, i complici hanno messo a segno il furto in un baleno, uscendo senza essere nemmeno visti dalla 83enne. Solo quando il finto tecnico, all’improvviso, si è ricordato di un altro intervento urgente e ha salutato cordialmente la pensionata, i sospetti hanno cominciato ad affollarsi nella testa della malcapitata reggiana.
Un rapido controllo ha confermato la cruda realtà: dalla stanza da letto mancavano denaro e gioielli in oro per oltre mille euro. —
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