Bande della via Emilia Ieri gli interrogatori degli indagati di Reggio
REGGIO EMILIA. C’è chi si è avvalso della facoltà di non rispondere come chi ha affermato – al giudice per l’indagine preliminare Luca Ramponi – di aver cambiato vita.
Dichiarazioni ascoltate ieri dal gip reggiano nell’ambito dell’operazione che tre giorni fa ha smantellato due organizzazioni criminali albanesi, concorrenti tra loro, che si scontravano per vendere all’ingrosso la droga al miglior prezzo e un’altra organizzazione, magrebina, che l’acquistava per poi venderla al dettaglio sulla via Emilia, in particolare fra Reggio Emilia e Modena, ma anche in tutto il Nord Italia.
Un’inchiesta contro il narcotraffico portata a termine dalle diverse squadre mobili del nord, tra cui Reggio Emilia, e che ha portato all’esecuzione di 29 misure cautelari, di cui 9 ordinate da Ramponi su richiesta del sostituto procuratore Giacomo Forte. Diciotto persone, ritenute ai vertici dei tre distinti sodalizi, dovranno rispondere di associazione a delinquere e, a vario titolo, di traffico – anche internazionale – di droga; molti si trovano in carcere, due agli arresti domiciliari e uno ha l’obbligo di firma.
Ieri Erald Zefi, 34 anni, residente ad Anagni ma trovato a Reggio, ha rilasciato spontanee dichiarazioni al pari di Kristi Voja, 25 anni, entrambi difesi da Noris Bucchi e Luigi Scarcella. Oziegbe Benson Egbokhan detto Oz (40enne tutelato dal legale Alessandro Conti) ha detto al giudice di aver cambiato vita ormai da tempo.
Mentre Martins Igiehon detto Eze (39 anni), è difeso dall’avvocatessa Pina Di Credico, che ha sollevato un’eccezione. Dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere, la legale ha presentato una memoria difensiva con la quale avverte che il suo assistito era già stato arrestato il 30 ottobre 2017 nell’ambito della medesima operazione antidroga. Era stato trovato con 11 chili di marijuana alla stazione Mediopadana.
Le contestazioni mosse ora, secondo l’avvocatessa, dovevano essere mosse allora e, per il “divieto di contestazione a catena”, sarebbero scaduti i termini custodia cautelare. Eccezione sulla quale il gip si è riservato. —
E. L. T.
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