Comer raccoglie i frutti di un anno controcorrente
Ricavi consolidati praticamente stabili a 396 milioni e margini in miglioramento Storchi: «Risultati positivi nell’anno del Covid, frutto di idee e forza d’azione»
Enrico Lorenzo Tidona
REGGIOLO. È stata tra le prime aziende reggiane a chiudere per il Covid ma la prima a ripartire in tempi record. Ha vissuto 19 giornate di sciopero e 26 di presidio dello stabilimento di Cavriago per aver deciso di spostare parte dei 150 addetti nella sede di Reggiolo, recuperando però poi margini nell’anno funesto della doppia crisi economico-sanitaria. Il tutto condensato nel solo 2020, anno vissuto muscolarmente da Comer Industries, uscita inoltre definitivamente dall’associazione degli industriali reggiani, segnando una spaccatura tra il giovane ad Matteo Storchi e lo zio, Fabio Storchi, presidente di Unindustria Reggio Emilia.
Insomma, un anno controcorrente per l’azienda meccatronica reggiana specializzata nei sistemi di trasmissione della potenza, anche nei risultati segnati a fine bilancio 2020, chiuso infatti con ricavi consolidati praticamente stabili a 396 milioni di euro (-2% nell’anno del Covid), un margine operativo lordo superiore al 12%, in crescita rispetto al 2019 (quando era dell’11,3%).
«Nonostante lo scenario macroeconomico globale compromesso dalla pandemia da Covdi-19, Comer Industries dimostra la sua resilienza raggiungendo ricavi consolidati preliminari sostanzialmente allineati al 2019, a dispetto della forte contrazione registrata nel primo semestre 2020 (-13,2%), migliorando la marginalità a livello di Ebitda e confermando la capacità di generare flussi di cassa», viene riportato nella nota diffusa da Comer.
«Il 2020 si chiude per noi con risultati molto positivi – sottolinea Matteo Storchi, presidente e e amministratore delegato di Comer – che dimostrano la forza delle idee, dei valori e delle parole unita alla capacità di azione. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di guidare il mercato, e non di seguirlo. In questa prospettiva, è fondamentale innovare e migliorarsi continuamente cogliendo tutte le opportunità che si presenteranno».
A parità di valute rispetto al 2019, i ricavi 2020 si sarebbero attestati a circa 402 milioni di euro, riducendo a -0,6% il differenziale rispetto al 2019.
Questo risultato riflette l’effetto contrapposto del rallentamento della domanda nel primo semestre causa Covid-19 e della ripresa nel secondo semestre guidata dall’incremento delle vendite e degli ordinativi.
Il comparto industriale e in particolare l’area Asia-Pacific hanno guidato i risultati 2020, grazie a una performance positiva durante l’intero esercizio e il settore agricolo è stato quello maggiormente interessato dalla ripresa del secondo semestre.
La posizione finanziaria netta (inclusiva dell’impatto Ifrs 16) presenta un saldo positivo superiore a 3 milioni di euro, in miglioramento di circa 32 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019.
Il saldo al 31 dicembre 2020 include circa 27 milioni di euro di liquidità netta e circa 24 milioni di euro di debiti finanziari derivanti dal trattamento contabile dei contratti di leasing. I dati annuali completi e definitivi dell’esercizio 2020, come da calendario finanziario, saranno esaminati e approvati dal cda della società quotata in Borsa sul mercato Aim Italia. —
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