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Con il palazzo ducale il Comune entra nei “Castelli del Ducato”

Il circuito storico e turistico valorizza i domìni che furono di Maria Luigia d’Austria. Verona: «Qui una rete monumentale che rende la visione delle antiche vestigia»


15 gennaio 2021 Mauro Pinotti


GUASTALLA. «È con orgoglio che entriamo come Comune di Guastalla nel circuito “Castelli del Ducato”. Ci sentiamo in “famiglia” in quanto storicamente l’appartenenza di Guastalla a questi territori ha avuto un suo peso; territorio di confine città fortificata a ridosso del fiume, sarà per noi un momento di grande soddisfazione lavorare con i Castelli del Ducato».

Così ha esordito il sindaco Camilla Verona dopo l’ingresso, da questo mese, nel circuito storico-turistico Castelli del Ducato con il palazzo ducale di Guastalla, che fa crescere la rete di qualità che dall’Emilia arriva fino a Pontremoli, in Toscana. Rinasce e si completa turisticamente il “Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla”.

La storia inizia dal Trattato di Fontainebleau, l’11 aprile 1814, ratificato dal Congresso di Vienna nel 1815, proprio da una donna, Maria Luisa d’ Asburgo-Lorena, conosciuta in Emilia Romagna come l’imperatrice Maria Luigia d’Austria, già moglie di Napoleone Bonaparte, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla. E 207 anni dopo, nel 2021, quel Ducato rinasce sotto il profilo turistico-culturale-enogastronomico, grazie all’ingresso del Comune di Guastalla. Si apre così una nuova e più ampia visione di progetto territoriale, con la effettiva rinascita del “Ducato di Parma, Piacenza, Pontremoli e Guastalla” con itinerari verso Reggio Emilia, la Lunigiana e la Lombardia. Il Ducato, con futuri stati annessi, vide l’ingresso di Pontremoli, con uno scambio proprio con Guastalla, quando alla morte di Maria Luigia i Borbone rinegoziarono alcune porzioni territoriali. A fine 2020, in tempo di pandemia, è un gruppo di persone – dopo una serie di incontri per conoscersi e individuare insieme obiettivi propositivi – ad aver lavorato per questa alleanza: il presidente Orazio Zanardi Landi, il principe Corrado Gonzaga del Vodice di Vescovato, il direttore Maurizio Pavesi con lo staff Castelli del Ducato, la sindaca Camilla Verona con l’assessore Ivano Pavesi e il dirigente Fiorello Tagliavini.

Ed è ancora una volta la storia ad andare di pari passo con una idea di turismo-culturale: perché è anche grazie a un discendente di Ferrante I Gonzaga – di cui spicca la statua in piazza a Guastalla – se si riallaccia l’antico filo tra Guastalla, le terre gonzaghesche del Po con i Castelli del Ducato.

«ll palazzo ducale – spiega ancora la sindaca Verona – è punto di eccellenza per la nostra città, pur ampiamente modificato sul finire dell’Ottocento; tuttavia è ancora in grado di offrire la visione delle antiche prestigiose vestigia dell’epoca gonzaghesca». Il palazzo è inserito in una rete monumentale che va dal duomo alla chiesa della Beata Vergine della Porta, alla chiesa dei Serviti, per passare all’incrocio urbanistico della quattro chiese realizzato dall’architetto Francesco Capriani da Volterra, e non ultima, alla biblioteca “Maldotti”. —

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