Gazzetta di Reggio

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Il gatto dell’artista aspetta la padrona morta dieci mesi fa. Rosy ora è una star

Mauro Pinotti
Il gatto Rosy, maschio, nonostante il nome, attende la padrona, morta da dieci mesi, davanti a casa
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Il gatto Rosy, maschio, nonostante il nome, attende la padrona, morta da dieci mesi, davanti a casa

Guastalla, la storia del micio della pittrice naif Elena Guastalla raccontata dalla figlia Marialberta Spaggiari

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GUASTALLA. Marialberta Spaggiari figlia della nota pittrice Elena Guastalla, scomparsa nel marzo scorso, ha inviato alla trasmissione di Rete4 “Dalla parte degli animali” condotta da Michela Vittoria Brambilla, la storia di Rosy gatto maschio, nonostante il nome femminile, di Elena Guastalla che non vuole saperne di lasciare la sua casa. Si tratta di un magico gatto color cipria di cui non si possono più contare gli anni.

«La storia comincia il 9 marzo scorso – racconta la Spaggiari – mia madre Elena Guastalla, la regina dei gatti, la sua padrona, viene ricoverata d'urgenza in ospedale. Ddal giorno dopo l'ospedale chiude al pubblico. È tempo di questo maledetto Covid e mia madre se ne va il 13 marzo, sola. Io rimango sola e Rosy pure. Torno a Bologna da marito e figlio e da quel giorno Rosy rimane, come tutti i giorni, ad aspettare mia madre davanti al portone di casa ma di una casa vuota».

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«Siamo in lockdown – prosgeu nel racconto Marialberta – impossibile spostarsi da Bologna dove abito. E qui inizia la gara di solidarietà per Rosy: Giorgio, il pasticcere, si offre per primo di portare ogni giorno a Rosy qualcosa da mangiare; Lorenzo, un altro vicino di mia madre, recupera una cuccia da un amico e gli riserva le prime coccole e poi Elena, un'altra vicina, che si è occupata di lui fino ad oggi con un amore che farebbe ingelosire la sua padrona dal cielo». Insomma i vicini lo sfamano, Rosy, che non gode più di buona salute, vuole rimanere ad aspettare la sua padrona. «Un giorno – prosegue Spagiari – decidono di portarlo dal veterinario, ma letteralmente non ci riescono, il micio reagisce come una tigre, vuole rimanere a casa sua, non vuole abbandonarla per nessun motivo. È Natale ma da 9 mesi Rosy è ancora lì ad aspettare. Questo magico gatto è riuscito a scaldarmi il cuore in uno dei momenti più difficili della mia vita e altrettanto la solidarietà dei miei vicini che è arrivata a lui ma ancora più forte é arrivata a me» conclude Marialberta.

In questo modo, grazie alla fedeltà di Rosy ella sensibilità dei vicini, la casa dove Elena Guastalla ha messo al centro della propria vita di donna e di artista l'amore per gli animali, in particolare i gatti, dipingendoli e vivendo in simbiosi con loro, é ancora viva. Appena sarà possibile Marialberta Speggiari vuole trasformare la casa della mamma in un museo che resterà a futura memoria di una delle più valide ed apprezzate pittrici naif e del suo gatto.
 

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