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Il patron di “Favole” aderisce a #Ioapro «Misure insostenibili»

Da.Al.

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SANT’ILARIO. Paolo Copellini, titolare dell’enoteca Favole di Calerno, ha aperto l’attività commerciale nel 2020, pertanto non è tra i beneficiari dei ristori. Copellini ha dichiarato, con un post e un video lanciato sulla sua pagina Facebbok, che oggi aderirà alla protesta nazionale #Iopro contro il nuovo giro di vite anti- Covid.

«Cari amici – dice il ristoratore – viviamo una situazione ormai divenuta insostenibile, dove un’intera categoria si è vista privare del diritto al lavoro a fronte della guerra al Covid-19. Inutile e dannoso sarebbe negare l’esistenza, la pericolosità e la facilità di contagio di questo virus, e come categoria di ristoratori siamo sempre stati al fianco dello Stato in questa lotta». «Inutile peró negare che in questa seconda fase – continua Copellini – i dati dimostrano che le misure alle quali le istituzioni sono ricorse si sono rivelate nulle, e nonostante questo continuano a perseguire questa strada che sta distruggendo la dignità di chi è costretto a tenere chiuso le proprie attività senza un adeguato supporto economico».

E prosegue: «È evidente che il problema non sono i ristoranti oppure i bar, ma a quanto pare i nostri governanti sono sordi quando si tratta di ammettere i propri errori e soprattutto porvi riparo. Abbiamo deciso quindi di aderire a un movimento di protesta civile che conta ormai molti aderenti in diverse regioni: #Ioapro e quindi a partire da oggi saremo aperti a pranzo e a cena come segno di protesta. I pasti saranno effettuati in ottemperanza delle regole anti-contagio quanto a igienizzazione e distanze sociali, e l’accesso al locale avverrà solo su prenotazione. Un pool di avvocati ci sosterrà gratuitamente in caso di sanzioni. Inoltre per i pasti serviti non sarà corrisposta nessuna tariffa, ma una libera offerta». In queste ore il titolare dell’enoteca ha ricevuto messaggi di solidarietà da parte dei cittadini di tutta la Val d’Enza.

Nei giorni scorsi anche Confcommercio e Confesercenti Emilia-Romagna con una nota stampa si sono schierate contro la chiusura forzata dei bar e ristoranti. «La situazione attuale – denunciano le associazioni di categoria – che continua a vedere la chiusura delle attività della ristorazione e dei pubblici esercizi ha portato all’esasperazione le imprese del settore dell’Emilia-Romagna e rischia di portare al fallimento decine di imprese con la perdita di centinaia di posti di lavoro». —

Da.Al.

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